Disturbo del ritmo circadiano del sonno: che cos’è e come incide sul nostro sonno

I disturbi del ritmo circadiano del sonno possono causare problemi sul luogo di lavoro o di sicurezza stradale. Scopriamo cos’è il ritmo circadiano e perché è importante che abbia una sua regolarità. 

  ritmo circadiano del sonno

fonte: The National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)

 

 

Avere un disturbo del ritmo circadiano del sonno comporta difficoltà ad addormentarsi o risvegli mattutini troppo precoci e incapacità di riaddormentarsi, oppure risvegli continui durante la notte. Se sono presenti uno o più sintomi di questo tipo, significa che il ritmo circadiano del sonno è alterato. Vediamo in cosa consiste e come incide sulla qualità del sonno e, più in generale, della nostra vita.

 

1. Ritmo circadiano del sonno: che cos’è
2. Ritmo circadiano del sonno: come funziona
3. Cosa sono i disturbi del ritmo circadiano del sonno
4. Le diverse tipologie di disturbi del ritmo circadiano del sonno
5. Le cause dei disturbi del ritmo circadiano
6. Diagnosi e trattamento dei disturbi del ritmo circadiano del sonno

 

Ritmo circadiano del sonno: che cos’è

Ogni individuo ha un orologio biologico della durata di circa 24 ore, che regola l’alternanza tra sonno e veglia e che si ripete ciclicamente. Questo ciclo viene chiamato ritmo circadiano del sonno, dal latino circa diem, che vuol dire “intorno al giorno”.

Il sistema è molto complesso e non è responsabile solo del ritmo sonno-veglia ma anche del ciclo della pressione arteriosa, della temperatura del corpo, della frequenza cardiaca e del tono muscolare.

L’orologio circadiano viene regolato da molteplici fattori e si basa su alcuni stimoli esterni, tra cui la luce del giorno e la temperatura dell’ambiente, che influenzano soprattutto il ritmo sonno-veglia.

Sono stati tre genetisti cronobiologici, Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young, vincitori del Premio Nobel per la Medicina nel 2017, a studiare a fondo tutto il meccanismo con cui il ritmo circadiano regola l’organismo degli esseri viventi. Un meccanismo che funziona come un vero e proprio orologio, poiché si adatta alle varie fasi della giornata.

Il ritmo circadiano regola i livelli ormonali, il sonno e il metabolismo, e per questa ragione deve essere allineato con l’ambiente esterno. Quando questo non accade, infatti, l’organismo ne risente a livello psico-fisico.

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Ritmo circadiano del sonno: come funziona

Secondo gli studi, ogni giorno è suddiviso in cicli di 3 ore, ognuno con le sue specifiche attività.

  • Dalle 6 alle 9 è il momento della giornata in cui il corpo si rimette in moto dopo il riposo notturno. Infatti l’ormone del sonno, la melatonina, comincia a diminuire e aumentano i livelli di cortisolo, che attivano lo stato di veglia.
  • Dalle 9 alle 12 abbiamo il picco di cortisolo e un considerevole aumento della temperatura corporea. Tutti gli organi sono nel pieno delle loro funzioni ed è il momento ideale per tutte quelle attività che richiedono notevoli sforzi fisici e cognitivi. 
  • Tra le 12 e le 15 di solito si consuma il pasto principale della giornata, per cui il corpo è impegnato nella digestione. Tutto procede più lentamente, il glucosio nel sangue aumenta e si ha un leggero senso di torpore e sonnolenza. 
  • Dalle 15 alle 18 la temperatura corporea aumenta, il cuore e i polmoni sono al massimo dell’efficienza. È il momento ideale per fare attività fisica.
  • Tra le 18 e le 21 le attività dell’organismo iniziano nuovamente a rallentare, poiché si prepara per il riposo notturno. È preferibile cenare in questo arco di tempo, preferendo cibi leggeri. Chi svolge un lavoro creativo può trovare in queste ore anche l’ispirazione per nuove idee.
  • Dalle 21 alle 24 la temperatura comincia a scendere e la ghiandola pineale comincia a produrre la melatonina, che ha il compito di facilitare il sonno. È il momento di mettersi a letto.
  • Tra le 24 e le 3 i livelli di melatonina sono al massimo, in modo da favorire un sonno pieno e rigenerante. Tutti gli organi si riposano e recuperano le forze per il giorno dopo.
  • Dalle 3 alle 6 la melatonina inizia lentamente a diminuire, così come la temperatura del corpo, che arriva al minimo. In questo modo, tutto l’organismo si prepara al risveglio.
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Cosa sono i disturbi del ritmo circadiano del sonno

Quando si può parlare di disturbi del ritmo circadiano del sonno? Nei mammiferi, il ritmo circadiano sonno-veglia è regolato dal nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, la cui attività è influenzata dalle stimolazioni luminose provenienti dalla retina, durante il giorno, e dalla produzione di melatonina, durante la notte. In questo modo, l’orologio interno è in perfetta sintonia con il ciclo buio-luce dell’ambiente esterno. 

Quando c’è una variazione di una o due ore, l’orologio biologico si adatta senza problemi al nuovo ritmo, ma quando la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia viene influenzata da variazioni imposte da esigenze di tipo lavorativo-sociale, l’organismo non riesce a far fronte al cambiamento senza creare delle conseguenze. Ci troviamo, quindi, di fronte a persone affaticate, con performance lavorative o scolastiche scarse e disturbi del sonno anche molto seri

Le persone con disturbi del ritmo circadiano del sonno hanno difficoltà ad addormentarsi, si svegliano ripetutamente durante la notte o si svegliano presto al mattino non riuscendo più a riaddormentarsi.

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Le diverse tipologie di disturbi del ritmo circadiano del sonno 

I disturbi del ritmo circadiano del sonno possono avere sia origini endogene, come la sindrome da fase di sonno ritardata e la sindrome da fase di sonno anticipata; oppure essere generate da fattori esterni, come le classiche sindromi da jet-lag o da turnismo.

Osserviamo più da vicino le diverse tipologie di disturbo con i rispettivi sintomi.

Sindrome da fase di sonno ritardata 

Si tratta di un periodo di sonno ritardato di almeno due ore rispetto all’orario convenzionale. Le persone che soffrono di sindrome da fase di sonno ritardata, pur andando a letto presto, si addormentano molto tardi e tendono a svegliarsi nel pomeriggio. Se si è costretti ad alzarsi comunque presto, si rischia di avere molto sonno durante il giorno e si viene percepiti come pigri e svogliati. È una patologia che si riscontra soprattutto negli adolescenti e nei giovani.

Sindrome da fase di sonno anticipata

Al contrario, le persone che soffrono di sindrome da fase di sonno anticipata si addormentano molto presto, dalle 18 alle 21, e si svegliano dalle 2 alle 5 del mattino. Rispetto alla sindrome da fase di sonno ritardata, questa patologia è comune soprattutto nelle persone anziane. 

Sindrome da jet-lag

Uno dei disturbi del ritmo circadiano del sonno più noti è il jet-lag, che avviene quando si fa un viaggio aereo molto lungo che attraversa almeno due fusi orari. L’interruzione del ciclo sonno-veglia fa sì che non ci si adatti facilmente ai nuovi orari, per cui si verificano mancanza di appetito, disturbi a livello gastrointestinale, stanchezza generale e sbalzi d’umore. 

Sindrome da turnismo

Chi lavora di notte o su turni soffre della cosiddetta sindrome da turnismo. Accade quando gli orari di lavoro sono in conflitto con il ritmo circadiano naturale del corpo. Le persone che soffrono di questa patologia hanno stanchezza continua, problemi gastrointestinali, sbalzi d’umore e anche una diminuzione del desiderio sessuale.

Sindrome da ciclo sonno-veglia non di 24 ore

Questa sindrome si manifesta quando si cambia ogni giorno il ciclo sonno-veglia. Accade, quindi, che la durata del sonno e del tempo di veglia sia la stessa ma l’orologio interno duri più di 24 ore. È piuttosto rara e interessa soprattutto soggetti ciechi dalla nascita o con lesioni del tratto retino-ipotalamico. Le persone che soffrono di questa sindrome ogni giorno hanno un ciclo di sonno ritardato di una o due ore rispetto al giorno precedente, per un disturbo nella secrezione di melatonina e cortisolo.

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Le cause dei disturbi del ritmo circadiano

Le cause dei disturbi del ritmo circadiano del sonno possono quindi essere sia interne che esterne. Tra le cause interne abbiamo i danni cerebrali dovuti da un ictus, da un’encefalite, trauma cranico o dalla malattia di Alzheimer; oppure l’insensibilità al ciclo della notte e del giorno.

Tra le cause di tipo esterno, invece, ci sono i turni di lavoro irregolari, il fuso orario, andare a letto a orari sempre diversi, la permanenza forzata a letto per un periodo molto lungo, la cecità o l’assunzione di alcuni farmaci.

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Diagnosi e trattamento dei disturbi del ritmo circadiano del sonno

Solitamente, la diagnosi dei disturbi del ritmo circadiano del sonno non avviene tramite esami di laboratorio, ma si chiede al paziente di annotare per alcune settimane gli orari di sonno e di veglia. Questi, uniti ai sintomi, consentono allo specialista di avere un quadro della situazione. 

A seconda del tipo di disturbo, la terapia può basarsi semplicemente con un cambio di abitudini, ove possibile. Chi lavora su turni e dorme di giorno deve fare in modo di ridurre l’esposizione al sole prima di tornare a casa, così da non avere difficoltà a prendere sonno. La camera, inoltre, deve essere buia e tranquilla il più possibile.

Chi ha problemi ad alzarsi, al contrario, dovrebbe esporsi a luce intensa al mattino, così come tutti coloro che soffrono di sonno anticipato. 

Altrimenti, l’uso di sonniferi o, di contro, di farmaci che stimolano il cervello può contribuire a gestire meglio i sintomi dei disturbi del ritmo circadiano del sonno. 

Può servire anche la cronoterapia, un approccio terapeutico che utilizza un avanzamento progressivo o un ritardo del tempo di sonno, a secondo del tipo di disturbo. Spostando di tre ore ogni due giorni il ciclo sonno-veglia, si può raggiungere un ritmo circadiano regolare.

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Fonte e riferimenti

Sindrome delle apnee ostruttive del sonno e malattie cardiovascolari Bentivoglio M, Bergamini E, Fabbri M, Andreoli C, Bartolini C, Cosmi D, Capasso V, Bottini P, Ambrosio G.
Obstructive Sleep Apnea Syndrome and Cardiovascular Diseases. Cristiano Fava1 , Martina Montagnana , Emmanuel J. Favaloro, Gian Cesare Guidi , Giuseppe Lippi.
Obstructive sleep apnea: an update on mechanisms and cardiovascular consequences. Jacek Wolf 1, Joanna Lewicka, Krzysztof Narkiewicz PMID: 17314035 DOI: 10.1016/j.numecd.2006.12.005
Non-invasive positive airway pressure therapy for improving erectile dysfunction in men with obstructive sleep apnoea F. Barbosa, P. Silva, S Fontes, V. Pachito, Melnik, Rachel Riera. Database Syst Rev. 2021 Sep 23;9(9):CD013169. doi:10.1002/14651858.CD013169.pub2. PMID: 34555186 Review.

 

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