Tirzepatide e apnee notturne: i farmaci per l’obesità possono migliorare l’OSAS?
La tirzepatide apre nuove prospettive per i pazienti con obesità e OSAS, ma diagnosi e percorso specialistico restano fondamentali.
dott.ssa Ginevra del Giudice, Pneumologa Esperta in Disturbi del Sonno 
Le apnee ostruttive del sonno e l’obesità sono condizioni spesso strettamente collegate. Nei pazienti con sovrappeso importante o obesità, l’accumulo di tessuto adiposo a livello del collo, del torace e dell’addome può favorire il restringimento delle vie aeree superiori durante il sonno, aumentare lo sforzo respiratorio e peggiorare la qualità della respirazione notturna.
Negli ultimi anni, l’arrivo di nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità ha aperto un tema di grande interesse anche nella Medicina del Sonno: se la riduzione del peso corporeo può migliorare le apnee notturne, i farmaci che favoriscono una perdita di peso significativa possono diventare parte del percorso terapeutico nei pazienti con OSAS?
La risposta, secondo i dati scientifici più recenti, è incoraggiante ma deve essere interpretata con attenzione: la tirzepatide ha mostrato benefici importanti nei pazienti adulti con obesità e apnee ostruttive del sonno di grado moderato-severo, ma non rappresenta una cura valida per tutti, né deve portare a sospendere autonomamente terapie già prescritte come CPAP, dispositivi mandibolari o altri trattamenti.
1. Cosa sono le apnee ostruttive del sonno
2. Perché obesità e apnee notturne sono collegate
3. Tirzepatide: perché se ne parla anche per le apnee notturne
4. Cosa hanno mostrato gli studi SURMOUNT_OSA
5. La tirzepatide può curare le apnee notturne?
6. La tirzepatide sostituisce la CPAP?
7. Perché la diagnosi resta fondamentale
8. Dimagrire può migliorare le apnee notturne?
9. Un cambio di prospettiva: trattare il paziente, non solo l’AHI
10. Quali pazienti potrebbero beneficiare maggiormente
11. Il ruolo di Sonnocare nel percorso diagnostico_terapeutico
12. Cosa deve sapere il paziente
13. Quando rivolgersi a un centro specializzato
14. Conclusioni e domande frequenti dei pazienti
Cosa sono le apnee ostruttive del sonno
La sindrome delle apnee ostruttive del sonno, spesso indicata con la sigla OSAS, è un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il riposo notturno.
Durante questi episodi il respiro si riduce o si interrompe temporaneamente. Il cervello reagisce con micro-risvegli, spesso non percepiti dal paziente, che servono a riattivare la respirazione ma frammentano il sonno e riducono la qualità del riposo.
I sintomi più frequenti possono includere:
- russamento abituale e intenso;
- pause respiratorie osservate dal partner;
- risvegli con sensazione di soffocamento;
- sonnolenza durante il giorno;
- stanchezza al mattino;
- mal di testa al risveglio;
- difficoltà di concentrazione;
- pressione alta o difficile da controllare;
- nicturia, cioè bisogno di urinare più volte durante la notte.
Le apnee notturne non sono soltanto un problema di russamento. Se non diagnosticate e trattate, possono associarsi a un aumento del rischio cardiovascolare, metabolico e neurocognitivo, soprattutto nei pazienti con OSAS moderata o severa.
Perché obesità e apnee notturne sono collegate
L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per le apnee ostruttive del sonno. L’aumento del peso corporeo può influenzare la respirazione notturna attraverso diversi meccanismi.
Il grasso localizzato nella regione del collo può ridurre il calibro delle vie aeree superiori. Il tessuto adiposo addominale può ostacolare la meccanica respiratoria, soprattutto in posizione supina. Inoltre, l’obesità può favorire alterazioni metaboliche e infiammatorie che peggiorano il quadro generale del paziente.
Non tutti i pazienti con OSAS sono obesi e non tutte le persone obese soffrono di apnee notturne. Tuttavia, quando le due condizioni sono presenti insieme, il trattamento del peso corporeo diventa una parte importante della presa in carico.
Per questo motivo, nei pazienti con OSAS e obesità, il percorso terapeutico non dovrebbe limitarsi alla correzione meccanica dell’ostruzione respiratoria, ma dovrebbe considerare anche il controllo del peso, dello stile di vita, delle comorbilità metaboliche e cardiovascolari.
Tirzepatide: perché se ne parla anche per le apnee notturne
La tirzepatide è un farmaco utilizzato nell’ambito del trattamento del diabete di tipo 2 e della gestione del peso corporeo in pazienti selezionati. Agisce su due recettori coinvolti nella regolazione metabolica: il recettore del GLP-1 e quello del GIP.
Questi meccanismi contribuiscono a migliorare il controllo glicemico, ridurre l’appetito, aumentare il senso di sazietà e favorire una perdita di peso significativa quando il trattamento è inserito in un percorso medico appropriato, associato a dieta, attività fisica e monitoraggio clinico.
Il razionale del suo possibile utilizzo nei pazienti con apnee notturne e obesità è chiaro: se la riduzione del peso può ridurre la gravità dell’OSAS, un farmaco capace di favorire una perdita di peso clinicamente rilevante potrebbe migliorare anche il numero di apnee e ipopnee durante il sonno.
Cosa hanno mostrato gli studi SURMOUNT-OSA
Gli studi clinici SURMOUNT-OSA hanno valutato l’effetto della tirzepatide in adulti con obesità e OSAS moderata-severa. I partecipanti sono stati seguiti per 52 settimane e sono stati confrontati con pazienti trattati con placebo.
Un aspetto importante è che gli studi hanno considerato due gruppi di pazienti:
- pazienti con OSAS non in trattamento con PAP;
- pazienti con OSAS già in trattamento con ventilazione a pressione positiva.
Questo è rilevante perché consente di osservare l’effetto della tirzepatide sia nei pazienti non trattati con dispositivi respiratori, sia in quelli che stavano già utilizzando una terapia come la PAP.
Il parametro principale valutato era la variazione dell’AHI, cioè l’indice di apnea-ipopnea. L’AHI misura il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno ed è uno degli indicatori utilizzati per classificare la gravità del disturbo.
I risultati hanno mostrato una riduzione significativa dell’AHI nei pazienti trattati con tirzepatide rispetto al placebo. In altre parole, i pazienti trattati hanno avuto meno eventi respiratori durante il sonno.
Oltre alla riduzione dell’AHI, sono stati osservati miglioramenti anche su altri parametri importanti:
- perdita di peso corporeo;
- riduzione del carico ipossico;
- miglioramento di alcuni indicatori cardiovascolari;
- riduzione della pressione arteriosa sistolica;
- riduzione di marcatori infiammatori;
- miglioramento di alcuni esiti riferiti dai pazienti sulla qualità del sonno e sul funzionamento diurno.
Questi risultati sono importanti perché l’OSAS non riguarda soltanto il numero di apnee, ma anche l’impatto complessivo sulla salute cardiovascolare, metabolica e sulla qualità della vita.
La tirzepatide può curare le apnee notturne?
La tirzepatide può rappresentare una nuova opzione terapeutica nei pazienti con obesità e apnee ostruttive del sonno moderata-severe, ma non deve essere interpretata come una cura universale per tutte le forme di OSAS.
Le apnee notturne possono avere cause diverse. In alcuni pazienti prevale il ruolo del peso corporeo; in altri possono incidere fattori anatomici, conformazione delle vie aeree, posizione durante il sonno, età, sesso, familiarità, alterazioni neuromuscolari, patologie respiratorie, consumo di alcol, farmaci sedativi o altre condizioni cliniche.
Per questo motivo, anche se il dimagrimento può migliorare l’OSAS, non è possibile stabilire senza una valutazione specialistica se un paziente possa beneficiare di una terapia farmacologica per l’obesità o se debba seguire altri trattamenti.
La decisione deve essere personalizzata e basata su:
- grado di severità dell’OSAS;
- indice di massa corporea;
- sintomi diurni;
- presenza di ipossiemia notturna;
- rischio cardiovascolare;
- eventuale diabete o sindrome metabolica;
- tolleranza o difficoltà con CPAP;
- risultati della polisonnografia o poligrafia cardiorespiratoria;
- valutazione medica complessiva.
La tirzepatide sostituisce la CPAP?
Questa è una delle domande più importanti.
Nei pazienti con apnee ostruttive del sonno, la CPAP resta uno dei trattamenti più efficaci quando indicata, soprattutto nelle forme moderate-severe e nei pazienti con sintomi importanti o rischio cardiovascolare aumentato.
La tirzepatide non deve essere considerata automaticamente un’alternativa alla CPAP. In alcuni pazienti può essere una strategia complementare all’interno di un percorso integrato. In altri casi può contribuire a ridurre la gravità dell’OSAS, ma la necessità di continuare, modificare o sospendere una terapia respiratoria deve essere valutata dal medico sulla base di dati oggettivi.
Il paziente non dovrebbe mai sospendere autonomamente la CPAP perché sta perdendo peso o perché ha iniziato una terapia farmacologica per l’obesità. La riduzione dell’AHI deve essere verificata con esami del sonno e valutazione specialistica.
Perché la diagnosi resta fondamentale
Prima di parlare di trattamento, è necessario sapere se le apnee sono presenti, quanto sono gravi e quale impatto hanno sull’ossigenazione notturna.
La diagnosi delle apnee notturne si basa su esami strumentali come la polisonnografia o monitoraggio cardiorespiratorio notturno. Questi esami permettono di valutare parametri fondamentali, tra cui:
- flusso respiratorio;
- movimenti toracici e addominali;
- saturazione dell’ossigeno;
- frequenza cardiaca;
- russamento;
- posizione corporea;
- numero di apnee e ipopnee;
- eventuale gravità del disturbo.
Nei pazienti con obesità, la diagnosi è ancora più importante perché le apnee ostruttive possono coesistere con altre condizioni respiratorie del sonno, come l’ipoventilazione notturna o l’ipossiemia prolungata. In questi casi, il trattamento deve essere ancora più accurato e personalizzato.
Dimagrire può migliorare le apnee notturne?
Sì, in molti pazienti la riduzione del peso corporeo può migliorare le apnee ostruttive del sonno. Una perdita di peso significativa può ridurre il carico sulle vie aeree, migliorare la meccanica respiratoria e diminuire il numero di eventi respiratori notturni.
Tuttavia, il dimagrimento non sempre elimina completamente l’OSAS. Alcuni pazienti continuano ad avere apnee anche dopo una perdita di peso importante, soprattutto se sono presenti fattori anatomici o funzionali che favoriscono il collasso delle vie aeree superiori.
Per questo motivo, il peso corporeo è un fattore importante, ma non è l’unico elemento da considerare. La Medicina del Sonno richiede una valutazione globale del paziente.
Un cambio di prospettiva: trattare il paziente, non solo l’AHI
La novità introdotta dagli studi sulla tirzepatide non riguarda soltanto la riduzione dell’AHI. Il punto più interessante è il cambio di prospettiva: l’OSAS non dovrebbe essere considerata solo come un disturbo meccanico delle vie aeree, ma come una condizione spesso inserita in un quadro più ampio, soprattutto nei pazienti con obesità, ipertensione, diabete, sindrome metabolica o rischio cardiovascolare.
Questo significa che il trattamento ideale non deve limitarsi a “ridurre le apnee”, ma deve puntare a migliorare il profilo complessivo del paziente.
Un percorso corretto può includere:
- diagnosi strumentale del disturbo respiratorio del sonno;
- valutazione specialistica;
- scelta della terapia più adatta;
- controllo del peso corporeo;
- gestione delle comorbilità;
- monitoraggio dell’efficacia terapeutica;
- follow-up nel tempo.
In questo scenario, i farmaci per l’obesità possono rappresentare una risorsa importante per pazienti selezionati, ma sempre all’interno di un percorso medico controllato.
Quali pazienti potrebbero beneficiare maggiormente
I dati disponibili riguardano soprattutto adulti con:
- obesità;
- OSAS moderata o severa;
- AHI elevato;
- eventuale difficoltà con le terapie tradizionali;
- comorbilità metaboliche o cardiovascolari;
- necessità di una strategia integrata per il controllo del peso.
Non è corretto estendere automaticamente questi risultati a tutti i pazienti con apnee notturne. Una persona normopeso con OSAS, ad esempio, potrebbe avere cause diverse e non trarre lo stesso beneficio da una terapia rivolta alla perdita di peso.
Allo stesso modo, un paziente con OSAS severa non dovrebbe attendere mesi prima di trattare il disturbo respiratorio solo perché sta iniziando un percorso di dimagrimento. La scelta terapeutica deve considerare il rischio clinico attuale e la necessità di proteggere la qualità del sonno, l’ossigenazione e la salute cardiovascolare.
Il ruolo di Sonnocare nel percorso diagnostico-terapeutico
Sonnocare si occupa della diagnosi e della gestione dei disturbi del sonno attraverso un approccio medico e multidisciplinare.
Nel paziente con sospette apnee notturne, soprattutto se sono presenti obesità, russamento intenso, sonnolenza diurna, ipertensione o stanchezza al risveglio, il primo passo è comprendere se il disturbo è realmente presente e quale sia la sua gravità.
Attraverso esami come la polisonnografia o la poligrafia cardiorespiratoria, è possibile ottenere dati oggettivi sulla respirazione durante il sonno e impostare un percorso personalizzato.
Nei pazienti con OSAS e obesità, Sonnocare può contribuire all’inquadramento del disturbo respiratorio del sonno e alla definizione del percorso più appropriato, in collaborazione con gli specialisti coinvolti nella gestione del peso, del metabolismo e delle eventuali comorbilità.
L’obiettivo non è proporre una terapia uguale per tutti, ma individuare la strategia più adatta per ogni paziente: CPAP, dispositivi di avanzamento mandibolare, interventi sullo stile di vita, gestione del peso, follow-up respiratorio notturno o altre soluzioni indicate dallo specialista.
Cosa deve sapere il paziente
La tirzepatide rappresenta una novità importante nel rapporto tra obesità e apnee notturne, ma deve essere interpretata correttamente.
I punti chiave sono:
- le apnee notturne devono essere diagnosticate con un esame del sonno;
- la tirzepatide ha mostrato benefici nei pazienti con obesità e OSAS moderata-severa;
- non tutti i pazienti con OSAS sono candidati a questo tipo di trattamento;
- la terapia non deve essere iniziata o modificata senza valutazione medica;
- la CPAP non va sospesa autonomamente;
- il miglioramento del peso non sempre coincide con la completa scomparsa delle apnee;
- il follow-up resta fondamentale per verificare l’efficacia del percorso.
Quando rivolgersi a un centro specializzato
È consigliabile rivolgersi a un centro specializzato in Medicina del Sonno se sono presenti sintomi come russamento abituale, pause respiratorie osservate durante il sonno, sonnolenza diurna, risvegli frequenti, stanchezza mattutina, difficoltà di concentrazione o pressione alta. La valutazione è particolarmente importante nei pazienti con sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione, fibrillazione atriale o altre patologie cardiovascolari.
Una diagnosi corretta permette di distinguere un semplice russamento da un disturbo respiratorio del sonno e di scegliere il trattamento più adeguato.
Conclusioni e domande frequenti dei pazienti
I nuovi farmaci per l’obesità, e in particolare la tirzepatide, stanno aprendo una nuova prospettiva nel trattamento dei pazienti con apnee ostruttive del sonno e obesità.
Gli studi disponibili mostrano risultati incoraggianti sulla riduzione della gravità dell’OSAS, del peso corporeo e di alcuni indicatori legati al rischio cardiovascolare. Tuttavia, questi dati non devono essere interpretati come una soluzione valida per tutti i pazienti con apnee notturne.
L’OSAS resta una condizione complessa, che richiede diagnosi strumentale, valutazione specialistica e trattamento personalizzato.
Per molti pazienti, il futuro della terapia non sarà rappresentato da una singola soluzione, ma da un approccio integrato: diagnosi accurata, controllo del peso, trattamento respiratorio quando indicato, gestione delle comorbilità e monitoraggio nel tempo.
La tirzepatide cura le apnee notturne?
La tirzepatide ha mostrato di ridurre la gravità delle apnee notturne nei pazienti adulti con obesità e OSAS moderata-severa. Non è però una cura universale per tutte le forme di apnea del sonno e deve essere valutata dal medico caso per caso.
I farmaci per dimagrire possono sostituire la CPAP?
Non automaticamente. La CPAP resta una terapia efficace quando indicata. Nei pazienti con obesità, i farmaci per la perdita di peso possono essere una strategia complementare, ma la sospensione o modifica della CPAP deve essere decisa solo dopo valutazione specialistica ed eventuale nuovo esame del sonno.
Chi soffre di apnee notturne può assumere tirzepatide?
Non tutti i pazienti con apnee notturne sono candidati alla tirzepatide. Il trattamento riguarda pazienti selezionati, soprattutto con obesità e specifiche indicazioni mediche. La decisione deve essere presa da specialisti competenti, considerando benefici, rischi, comorbilità e terapie in corso.
Dimagrire elimina sempre le apnee notturne?
No. La perdita di peso può migliorare le apnee ostruttive del sonno, ma non sempre le elimina completamente. Alcuni pazienti continuano ad avere OSAS anche dopo un dimagrimento importante, soprattutto se sono presenti fattori anatomici o funzionali delle vie aeree.
Come si capisce se le apnee sono migliorate?
Il miglioramento non deve essere valutato solo dai sintomi. Per capire se le apnee sono realmente diminuite è necessario eseguire un controllo strumentale, come una polisonnografia o una poligrafia cardiorespiratoria, secondo indicazione dello specialista.
Perché obesità e OSAS vanno trattate insieme?
Perché nei pazienti con obesità, le apnee notturne possono essere parte di un quadro più ampio che coinvolge metabolismo, pressione arteriosa, rischio cardiovascolare e qualità del sonno. Un approccio integrato permette di trattare non solo il sintomo, ma il paziente nel suo insieme.
Fonti scientifiche
Questo articolo è stato redatto utilizzando fonti scientifiche e istituzionali autorevoli, con l’obiettivo di offrire informazioni aggiornate e comprensibili sul rapporto tra tirzepatide, obesità e apnee ostruttive del sonno.
- Malhotra A. et al. Tirzepatide for the Treatment of Obstructive Sleep Apnea and Obesity. New England Journal of Medicine, 2024. Consulta la fonte
- U.S. Food and Drug Administration. FDA Approves First Medication for Obstructive Sleep Apnea, 20 dicembre 2024. Consulta la fonte
- European Medicines Agency. Mounjaro, scheda EPAR. Consulta la fonte
- European Medicines Agency. Questions and answers on outcome of assessment on use of Mounjaro in treatment of obstructive sleep apnoea, 2024. Consulta la fonte
- Istituto Superiore di Sanità. Apnea notturna ostruttiva: di cosa si tratta, cause e cure. Consulta la fonte
- Istituto Superiore di Sanità. Piattaforma CPAP e OSAS. Consulta la fonte
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