Come capire se la sonnolenza influisce sulla qualità della vita
La sonnolenza può ridurre la qualità della vita perché impedisce di fruire a pieno delle proprie giornate, comprendere la causa del problema è fondamentale per riprendere in mano la propria vita.
dott.ssa Ginevra del Giudice, Pneumologa Esperta in Disturbi del Sonno 
La sonnolenza, quella sensazione di torpore che si manifesta durante la giornata, è considerata da molti come un fastidio minore. Viene ritenuto un disturbo transitorio che può essere causato da una serata che si è protratta più a lungo o la conseguenza di un pasto troppo abbondante. La sonnolenza, però, quando è molto frequente può influire negativamente sulla qualità della vita. In tali circostanze, infatti, la concentrazione viene meno, la produttività sul posto di lavoro è ridotta e c’è anche una maggior probabilità di incorrere in incidenti. In presenza di sonnolenza è bene ascoltare il proprio corpo e capire se c’è qualcosa che non va. Di solito si parla di un elevato livello di stress o insonnia ma a volte la sonnolenza potrebbe anche essere un sintomo di malattie più importanti, come la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno od OSAS.
In questo articolo si capirà come la sonnolenza può impattare negativamente sulla qualità della vita e quali sono le situazioni in cui ci si dovrebbe rivolgere a un medico o a un centro specializzato del sonno.
1. Quando si può parlare di sonnolenza?
2. Come la sonnolenza influisce sulla qualità della vita
3. Impatto epidemiologico della sonnolenza
4. Sonnolenza e stress
5. Quando non sottovalutare la sonnolenza
6. Come le buone abitudini possono migliorare il riposo
Quando si può parlare di sonnolenza?
La sonnolenza rappresenta un segnale del corpo che si attiva in quelle circostanze in cui il sonno notturno non ha permesso di riacquistare le forze fisiche e mentali. Si manifesta con un torpore che non sopraggiunge prima di mettersi a letto ma si presenta nel bel mezzo della giornata. La sonnolenza è una sensazione differente rispetto alla stanchezza fisica che spesso compare in concomitanza di un intenso sforzo muscolare, perché questa problematica ha di frequente un’origine neurobiologica, quindi, è legata a un’alterazione dei meccanismi cerebrali, che possono portare a una disregolazione del ciclo sonno-veglia.
Il confine che divide una sonnolenza cronica da una occasionale è costituito dalla frequenza con cui si ripete l’evento. Qualora si abbia la sensazione di non riuscire a ritrovare le energie, nonostante ci si metta a letto presto la sera, è consigliabile rivolgersi al medico in quanto questo potrebbe essere il sintomo che la sonnolenza sta diventando patologica o sottende un disturbo più importante.
Sintomi della sonnolenza
Riconoscere la sonnolenza a volte potrebbe essere difficile in quanto tale condizione spesso viene ignorata perché imputata a una normale stanchezza, a una dieta disordinata o ad altro. Conoscere i sintomi della sonnolenza aiuta a individuarla precocemente e intervenire prontamente. In queste circostanze si può assistere a:
- Difficoltà a restare vigili in situazioni monotone, come riunioni, guida di un veicolo, mentre si sta guardando TV o cellulare, ecc.
- Necessità di fare vari pisolini durante il giorno anche se la notte, apparentemente, si riposa.
- Senso di testa pesante o confusione mentale.
- Minore rendimento sul lavoro o nello studio.
- Riduzione dell’interesse per attività sociali o personali.
Come la sonnolenza influisce sulla qualità della vita
Un sonno di qualità è fondamentale per mantenere una buona salute, una sua mancanza può alterare l’equilibrio della persona e influire profondamente su qualsiasi attività quotidiana. In presenza di sonnolenza ricorrente vengono compromessi differenti aspetti della vita:
- L’efficienza cognitiva si riduce. Si assiste a una crescente difficoltà nel ragionare in modo logico e si fa molta fatica a memorizzare concetti anche se molto elementari. In tali circostanze le performance scolastiche o lavorative calano e c’è un maggior rischio di incorrere in errori.
- Il benessere emotivo risulta alterato. Chi è preda di sonnolenza cronica spesso è molto irritabile, ansioso e a volte anche depresso.
- Le relazioni sociali si complicano proprio perché non si hanno le energie necessarie per comprendere gli altri e rispondere alle loro richieste. In queste circostanze, infatti, non di rado ci si isola perché le uscite e le attività ricreative necessitano di una grande energia fisica e mentale.
- La sicurezza nelle proprie azioni cala con un conseguente aumento del rischio di incidenti stradali e domestici, perché ci si potrebbe addormentare in situazioni critiche.
Impatto epidemiologico della sonnolenza
Le alterazioni del sonno sono condizioni molto impattanti sulla vita che coinvolgono una gran parte della popolazione; si stima che ne sia affetta circa il 40% delle persone a livello mondiale. Nei paesi occidentali circa 1 persona su 5 soffre regolarmente di sonnolenza durante il giorno. Tale sintomo, come visto, non dovrebbe essere preso sottogamba in quanto può portare a implicazioni sociali e aumentare il rischio di incidenti, soprattutto stradali in cui si mette in pericolo non solo la propria vita ma anche quella degli altri.
Chi sono i soggetti più a rischio?
La sonnolenza può colpire chiunque, ma ci sono alcune categorie maggiormente vulnerabili tra queste si annoverano:
- Giovani, che spesso hanno ritmi sregolati in quanto, per non rinunciare al divertimento stanno svegli fino a tardi ma si alzano comunque presto per dedicarsi allo studio o al lavoro. In tali circostanze si può accumulare una grande stanchezza che può causare molta sonnolenza diurna.
- Lavoratori su turni, soprattutto se questi non sono regolari e si articolano su 24 ore. In tali circostanze si chiede al corpo di abituarsi a ritmi molto differenti che portano a un riposo discontinuo.
- Donne in gravidanza o in post-partum, a causa dei cambiamenti ormonali e alla gestione del neonato.
- Anziani in quanto l’invecchiamento corporeo determina una ridotta produzione di melatonina che rende più difficile l’addormentamento e determina molteplici risvegli durante la notte.
- Individui affetti da patologie croniche, che influenzano la qualità del riposo.
Sonnolenza e stress
Lo stress è una delle principali cause che porta all’alterazione del ritmo sonno-veglia. Quando l’organismo è esposto a pressioni psicologiche costanti attiva una risposta di allerta che può compromettere l’addormentamento o la continuità del sonno notturno. La sonnolenza può, quindi, diventare una conseguenza indiretta dello stress cronico creando un ciclo da cui è difficile uscire in quanto il senso di frustrazione alimenta l’ansia e peggiora la qualità del riposo.
Altre cause della sonnolenza spesso trascurate
Non sempre la sonnolenza deriva da patologie gravi, esistono anche cause funzionali o comportamentali. Queste ultime spesso si prendono sottogamba ma è bene non sottovalutarle perché possono peggiorare il riposo notturno e quindi incrementare la necessità di dormire di giorno. Tra le cause su cui si può agire per contrastare la sonnolenza si annoverano:
- L’utilizzo prolungato di dispositivi elettronici che emettono luce blu soprattutto prima di mettersi a letto, ciò determina un’alterazione di produzione di melatonina e anche uno scompenso dei ritmi sonno veglia.
- Effetti collaterali di alcuni farmaci, come antistaminici o sedativi, in questo caso è bene parlarne con il proprio medico che potrà sostituire il medicinale con uno di nuova generazione oppure modulerà la dose di quello che già si assume.
- Alterazioni dell’umore, come la depressione, che possono indurre la persona ad avere una sonnolenza costante.
- Pasti eccessivamente pesanti che richiedono un grande afflusso di sangue a livello dell’apparato gastrointestinale, aspetto che può rendere il cervello meno lucido.
Pertanto un miglioramento dello stile di vita contribuisce in certe situazioni a migliorare il proprio sonno.
Quando non sottovalutare la sonnolenza
Ci sono situazioni in cui la sonnolenza non è più soltanto un fastidio ma diventa molto invalidante, in questa circostanza è bene fare un approfondimento medico per capire se potrebbe essere legata a disturbi del sonno non diagnosticati o malattie.
Le principali patologie che hanno come sintomo la sonnolenza sono:
- Apnee ostruttive del sonno (OSAS) che determinano interruzioni ripetute della respirazione durante la notte. In tali circostanze il soggetto russa, ha risvegli improvvisi e si sente molto stanco la mattina.
- Narcolessia, una malattia neurologica rara caratterizzata da improvvisi addormentamenti e cataplessia, cioè perdita improvvisa del tono muscolare.
- Sindrome delle gambe senza riposo, che disturba il sonno a causa dei movimenti involontari.
- Disturbi del ritmo circadiano, diffusa negli adolescenti e nei giovani adulti
Quando rivolgersi a un medico
La sonnolenza diventa un problema clinico che dovrebbe essere indagato da un medico o, meglio da un centro del sonno, quando persiste per più di due settimane, interferisce con le attività quotidiane ed è accompagnata da altri sintomi, ad esempio il mal di testa mattutino.
Il medico per comprendere meglio la situazione di norma sottopone il paziente a un colloquio clinico, ad eventuale questionario del sonno e nella quale si farà un’anamnesi presente e passata. Parallelamente a ciò, potrà richiedere l’esecuzione di esami strumentali, come la polisonnografia, o potrà chiedere di tenere un diario del sonno per capire se la sonnolenza è legata a cattive abitudini. Una diagnosi precoce permette di effettuare interventi terapeutici mirati, migliorare la qualità del riposo e ridurre la sonnolenza diurna.
Come le buone abitudini possono migliorare il riposo
In molti casi modificare alcune abitudini quotidiane è sufficiente per prevenire o ridurre la sonnolenza. In particolare, si dovrebbe agire sull’igiene del sonno, cioè, l’insieme di comportamenti che favorisce un riposo regolare e profondo. Tra le strategie più efficaci si possono citare:
- Mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi.
- Ridurre l’esposizione alla luce blu emessa dei dispositivi elettronici, soprattutto prima di coricarsi.
- Arieggiare la camera da letto durante la giornata e tenerla a una temperatura compresa tra i 16 e i 18°C.
Oltre a ciò, è importante:
- Evitare pasti abbondanti e alcol nelle ore serali.
- Fare sport o attività fisica prevalentemente la mattina e nel primo pomeriggio
- Mettere in atto dei rituali rilassanti prima di coricarsi, come lettura, meditazione, ascolto di musica, ecc.
La sonnolenza, soprattutto quando è frequente e persistente, non andrebbe ignorata in quanto è un segnale del corpo che dice che qualcosa non va. Grazie a una diagnosi mirata e a semplici cambiamenti nello stile di vita è possibile recuperare energia, lucidità e benessere.
Fonti e riferimenti
Excessive Daytime Sleepiness: A Clinical Review. Gandhi KD, Mansukhani MP, Silber MH, Kolla BP. Mayo Clin Proc. 2021 May;96(5):1288-1301. doi: 10.1016/j.mayocp.2020.08.033. Epub 2021 Apr 9. Erratum in: Mayo Clin Proc. 2021 Oct;96(10):2729. doi: 10.1016/j.mayocp.2021.08.002. PMID: 33840518. [PubMed]
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Sonnocare è un centro che si occupa di Medicina del Sonno specializzato nella cura dei disturbi del sonno. Il centro svolge attività ed esami per la diagnosi e la definizione dell’iter terapeutico delle principali patologie del sonno. Se ha bisogno di prenotare un esame scrivici o chiama direttamente la nostra segreteria al numero +39 081 3779573.
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