Polisonnografia, pulsossimetria e saturimetria notturna: gli esami utili per il monitoraggio notturno e la valutazione dei disturbi respiratori durante il sonno. 

Polisonnografia, pulsossimetria e saturimetria notturna: cosa sono, a cosa servono e quali sono le differenze e le similitudini tra i tre esami.

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Il disturbo del sonno correlato alla respirazione è associato ad una serie di condizioni che provocano una respirazione alterata durante il sonno. Tra queste la più comune è l’apnea notturna che induce, nel soggetto che ne soffre, una temporanea incapacità a respirare, causata dall’ostruzione transitoria delle vie aeree superiori. Ciò può accadere una serie di volte durante la notte, determinando un sonno di scarsa qualità e, non di minore importanza, al risveglio il soggetto potrebbe sentirsi stanco, sonnolente, irritato, con ridotti livelli di attenzione.
L’ apnea notturna inoltre è una condizione che potrebbe condurre ad una serie di patologie come obesità, affaticamento diurno, ipertensione e aumento del rischio cardiovascolare. Inoltre può incidere sul rischio di incidenti stradali e causare diverse malattie croniche, come la sindrome metabolica, deficit neurocognitivi e calo dell’attenzione. Risulta di fondamentale importanza, perciò, identificarla tempestivamente.

Per la diagnosi di apnea notturna, la polisonnografia o polisonnogramma è considerato l’esame gold standard ma esistono anche altri test, come la saturimetria notturna e la pulsossimetria che sono d’aiuto per valutare il grado di ossigenazione dell’organismo e quindi l’eventuale presenza di apnea notturna..

Indice

1. Saturimetria notturna
2. Pulsossimetria
3. Polisonnografia 
4. Polisonnografia, saturimetria e pulsossimetria notturna: differenze e similitudini tra i tre test 

 

Saturimetria notturna

La saturimetria notturna è un test non invasivo, utilizzato per monitorare la saturazione dell’ossigeno, ossia la percentuale di ossigeno legata all’emoglobina rispetto al totale di emoglobina presente nel sangue. Questo test viene eseguito durante la notte per valutare la quantità di ossigeno nel sangue. In questo modo è possibile capire se il soggetto è affetto da apnea ostruttiva del sonno (OSA) o stabilire la necessità di iniziare, continuare o regolare una terapia con l’ossigeno. 
Il dispositivo utilizzato per la registrazione dei livelli di ossigeno nel sangue è il saturimetro o ossimetro. È uno strumento molto semplice da utilizzare ed è costituito da una pinza da apporre al polpastrello del dito del soggetto che effettua la misurazione e un’unità di calcolo ed elaborazione dei dati che invia i valori di saturazione al monitor dello strumento.

L’esame può essere eseguito a domicilio in modo da non stressare il paziente che potrà, quindi, dormire nel proprio letto. Questo tipo di test è indolore, sicuro e adatto per qualsiasi età, è di facile utilizzo e non limita la mobilità. I dati raccolti dal saturimetro vengono condivisi con il medico ed utilizzati per determinare la necessità di ricorrere ad eventuale ossigenoterapia.

Per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno il nostro centro effettua la saturimetria notturna a domicilio in tutta la Campania. Prima di eseguire l’esame, è importante pertanto conoscere come si esegue, come si pratica e in cosa consiste il colloquio con i nostri medici. Per avere tutte queste informazione puoi approfondire l’argomento sulla nostra pagina. 

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Pulsosimmetria 

La pulsossimetria è un test che misura la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca, utile per valutare la funzione respiratoria. Normalmente, la saturazione di ossigeno nel sangue risulta normale quando la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno è uguale o maggiore al 95% del totale dell’emoglobina circolante nel sangue.

Pertanto, quando la saturazione di ossigeno è inferiore ai valori definiti normali, la funzione respiratoria risulta insufficiente.

La riduzione dei valori di saturazione può verificarsi in caso di patologie quali: sindrome da stress respiratorio acuto, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), edema polmonare. In questi casi è necessario ricorrere alla ventilazione meccanica poiché queste condizioni rappresentano un rischio per chi ne soffre.

La pulsossimetria è un test molto importante per valutare la funzionalità respiratoria, il grado di saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca. Inoltre, è molto utilizzato per il monitoraggio notturno dei livelli di emoglobina nei pazienti affetti da apnee durante il sonno.

Lo strumento in grado di misurare la saturazione è il pulsossimetro.

Pulsossimetro.

Il pulsossimetro è costituito principalmente da:

    • Sonda
    • Strumento 

una componente che rileva e misura la saturazione dell’ossigeno, da posizionare sul dito o sul lobo dell’orecchio del paziente, e un’altra che ne permette la visualizzazione, mediante sensori che emettono radiazioni luminose di lunghezza d’onda differente. Lo strumento in particolare, sfrutta la metodologia spettrofotometrica, illuminando la pelle e misurando i cambiamenti nell’assorbimento della luce da parte del sangue ossigenato e deossigenato, attraverso due lunghezze d’onda nel rosso e nell’infrarosso.

Pulsosimmetria: benefici e svantaggi

I vantaggi nell’utilizzo di questo test sono diversi, tra questi vi è la non invasività, la semplicità nel suo utilizzo, la possibilità di utilizzarlo restando comodamente a casa e la tempestività con cui vengono prodotti i risultati. D’altro canto però, presenta alcune condizioni che possono impedire la corretta misurazione: smalto per unghie poiché non permette il passaggio delle lunghezze d’onda, stato di agitazione del soggetto, vasocostrizione, ipotermia e ipotensione, intossicazione da gas poiché lo strumento identifica solo l’emoglobina.

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Polisonnografia

La polisonnografia è un esame strumentale che rappresenta il gold standard per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno. É un esame non è invasivo ed è possibile eseguirlo anche a domicilio.
La polisonnografia o polisonnogramma o poligrafia è un esame che permette di studiare il sonno mediante la registrazione di diversi parametri fisiologici che caratterizzano le fasi del sonno. L’esame può essere condotto a più livelli di indagine; principalmente per l’esame c’è una suddivisione tra polisonnografia cardiorespiratoria utile per la diagnosi delle apnee notturne e la polisonnografia neurologica che permette la stadiazione del sonno mediante il monitoraggio dell’attività cerebrale (EEG), i movimenti oculari ecc, ecc, durante il sonno.

L’esame viene eseguito con uno strumento chiamato polisonnigrafo. Per eseguire la polisonnografia cardiorepiratoria, in genere  vengono applicate delle fasce elastiche dotate di sensori al torace ed all’addome del soggetto che registrano i movimenti corporei, l’attività cardiaca e respiratoria. Un microfono viene posizionato sul collo del paziente per registrare il russamento mentre la cannula nasale per valutare il flusso d’aria. I moderni polisonnigrafi hanno il microfono incorporato nello strumento. Infine la pinza dell’ossimetro viene posizionata sul dito per la rilevazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue.  

Inoltre il paziente sarà dotato di un diario del sonno su cui potrà appuntare gli episodi che si verificano durante la notte dell’esame, in modo da permettere una migliore valutazione del test.

Il polisonnografo genera un tracciato caratterizzato da una serie di parametri. L’analisi dei risultati da parte di medici specialisti, per lo più pneumologi, permette di valutare principalmente l’eventuale presenza ed il tipo di apnee notturne, la frequenza delle apnee, la quantizzazione degli episodi di desaturazione dell’emoglobina durante il sonno, il tempo di russamento. Successivamente si stabilisce l’eventuale presenza di apnea notturna e la sua gravità, e si procede al trattamento più opportuno.

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Polisonnografia, pulsossimetria e saturimetria notturna: differenze e similitudini tra i tre test

La polisonnografia, la pulsossimetria e la saturimetria notturna sono test molto utili per la diagnosi delle apnee notturne. Tutti e tre misurano la saturazione dell’ossigeno e valutano la funzionalità respiratoria. Sono eseguibili a domicilio, in modo da permettere al paziente di stare a proprio agio e non sono invasivi.
Si differenziano però per alcune caratteristiche; la saturimetria e la pulsossimetria sostanzialmente valutano la saturazione dell’ossigeno ma la pulsossimetria è anche in grado di rilevare la frequenza cardiaca. La polisonnografia, infine, è un esame capace di registrare ulteriori parametri (movimento corporeo, movimenti degli arti, russamento, ecc) e quindi dare informazioni complete allo specialista. Pertanto essa è considerata il gold standard per diagnosticare le apnee notturne.  Tuttavia è più laboriosa e costosa rispetto agli altri due esami.

In generale la saturimetria o la pulsossimetria vengono utilizzato come esami di screening o per regolare la terapia ventilatoria di pazienti in trattamento. La polisonnografia invece viene utilizzata per la diagnosi delle apnee notturne. 

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Fonte e riferimenti
https://www.healthline.com/health/pulse-oximetryhttps://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/snoring/symptoms-causes/syc-20377694
http://www.geh.nhs.uk/directory-of-services/specialties-and-services/c/cardio-respiratory-unit-cru/overnight-oximetry/
https://en.wikipedia.org/wiki/Polysomnography

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