Musicoterapia: cos’è e quali sono i suoi benefici
La musicoterapia è una disciplina terapeutica che utilizza la musica come strumento per migliorare la salute fisica, emotiva, cognitiva e sociale della persona. 
La musicoterapia si annovera tra quelle terapie definite non farmacologiche che, però, riescono effettivamente a migliorare la qualità della vita. Questa pratica terapeutica, infatti, viene utilizzata in molti ambiti sanitari, parallelamente ad altri rimedi, per attenuare il dolore, rilassare, migliorare l’umore, e molto altro. La musicoterapia ha dimostrato di avere numerosi effetti positivi concreti in vari ambiti e un valido intervento non farmacologico di supporto nei disturbi del sonno compresa l’insonnia, difficoltà di addormentamento, risvegli notturni frequenti o altre patologie che portano a un’alterazione del sonno.
In questo articolo comprenderemo meglio di cosa si tratta questa disciplina, i principi su cui si fonda e quando potrebbe essere utile per il trattamento dei disturbi del sonno.
1. Cos’è la musicoterapia?
2. I principi cardine della musicoterapia
3. Musicoterapia e sonno: effetti sul riposo notturno e sui disturbi del sonno
4. Quali benefici dà la musicoterapia?
5. Come si svolge una seduta di musicoterapia?
6. Quali sono le applicazioni della musicoterapia?
7. La musicoterapia nelle differenti fasi della vita
Cos’è la musicoterapia?
Il termine musicoterapia è ottenuto dall’unione tra le parole “musica” e “terapia”. La prima è un’arte che porta alla creazione e alla concatenazione dei suoni, la seconda indica l’insieme dei mezzi che si utilizzano per combattere una patologia. Quindi si tratta di una disciplina strutturata che utilizza sia l’ascolto di brani preregistrati o eseguiti dal terapeuta ma anche l’uso da parte del paziente di strumenti che emettono suoni, compresa la voce, che possono essere il mezzo per esplorare il proprio mondo emotivo. La creazione di un ritmo e l’ascolto guidato, infatti, consentono di esprimere se stessi e ritrovare il benessere psicofisico. Le sessioni di musicoterapia sono personalizzate, variano in base alla problematica da contrastare, sarà il terapista, di volta in volta, a pianificare l’intervento.
I principi cardine della musicoterapia
La musicoterapia si basa sul principio che il suono è terapeutico perché può stimolare particolari aree cerebrali, può influenzare la regolazione delle emozioni e agire sul sistema nervoso autonomo. Questo avviene attraverso l’utilizzo consapevole di elementi musicali come: ritmo, melodia, timbro, armonia e silenzio, che vengono modulati dal musicoterapeuta in base agli obiettivi che si vogliono ottenere. Tale disciplina, infatti consente di ridurre dell’ansia, migliorare il riposo notturno, attenuare il dolore, ecc.
Musicoterapia e sonno: effetti sul riposo notturno e sui disturbi del sonno
La musicoterapia rappresenta un valido intervento non farmacologico di supporto nei disturbi del sonno, in particolare nei quadri di insonnia, difficoltà di addormentamento, risvegli notturni frequenti e sonno non ristoratore. Numerosi studi hanno evidenziato come l’ascolto guidato o l’esperienza musicale strutturata possano favorire un miglioramento sia della qualità sia della continuità del sonno, soprattutto nei soggetti con elevata attivazione emotiva o stress cronico.
Dal punto di vista fisiologico, la musica agisce sul sistema nervoso autonomo, promuovendo una riduzione dell’attività simpatica (responsabile dello stato di allerta) e un incremento della componente parasimpatica, fondamentale per l’induzione del sonno. Questo si traduce in riduzione della frequenza cardiaca, abbassamento della pressione arteriosa e rallentamento del ritmo respiratorio, condizioni ideali per favorire l’addormentamento.
La stimolazione musicale influenza inoltre aree cerebrali chiave nella regolazione del sonno, come il sistema limbico, l’ipotalamo e la corteccia prefrontale, contribuendo a modulare le emozioni e a ridurre i livelli di ansia e iperattivazione mentale, spesso alla base dell’insonnia psicofisiologica. In alcuni soggetti, la musica può favorire anche una migliore secrezione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia.
In ambito clinico, la musicoterapia viene spesso utilizzata come integrazione ad altri interventi, come l’igiene del sonno, la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) o, quando necessario, i trattamenti farmacologici. È particolarmente indicata nei pazienti che presentano insonnia associata a stress, ansia, dolore cronico o patologie neurologiche, ma anche negli anziani e nei bambini, dove l’approccio non farmacologico è spesso preferibile.
È importante sottolineare che la musicoterapia non sostituisce una valutazione specialistica nei disturbi del sonno di origine organica (come le apnee notturne), ma può rappresentare un supporto efficace per migliorare la qualità del riposo e il benessere globale della persona, soprattutto quando il sonno è disturbato da fattori emotivi o psicosomatici.
Quali benefici dà la musicoterapia?
L’impatto della musicoterapia sulla qualità della vita di un paziente è ampio, tale disciplina aiuta, anche parallelamente ad altre terapie, a ritrovare concretamente il benessere.
La musicoterapia può:
- Ridurre ansia e stress che possono essere forieri di ulteriori problematiche, come insonnia o altri disturbi del sonno.
- Migliorare l’umore, a tal proposito la musicoterapia si può usare in coloro che soffrono di depressione.
- Effettuare una stimolazione cognitiva e mnemonica negli anziani, in chi soffre di malattie neurologiche e chi ha subito incidenti che hanno portato a lesioni cerebrali.
- Ottimizzare il movimento e la coordinazione motoria.
- Aumentare l’autoefficacia e la motivazione a raggiungere un obiettivo, ciò è molto importante nei soggetti con malattie croniche che spesso hanno un umore triste e depresso.
- Potenziare le capacità relazionali in coloro che sono insicuri e hanno problemi a interagire con gli altri.
- Ridurre il dolore percepito in patologie degenerative.
Come visto, quindi, le applicazioni della musicoterapia sono davvero tante e, data l’assenza di effetti collaterali, la sua azione può essere utilizzata anche parallelamente ai rimedi tradizionali o in quei casi in cui non si possono somministrare farmaci.
Come si svolge una seduta di musicoterapia?
Una seduta di musicoterapia può avere una durata varia, normalmente si protrae per 60 minuti e si svolge presso un ambulatorio attrezzato. Il tempo viene frammentato in modo da dare un senso all’attività che si andrà a fare. Spesso si inizia facendo un focus sulla problematica da trattare per centrare l’obiettivo della sezione. Poi si procede con la vera e propria terapia, da questo punto di vista il terapeuta può scegliere di fare:
- Musicoterapia recettiva, in cui il paziente ascolta la musica selezionata o eseguita dal terapeuta e nel frattempo si effettua un lavoro di riflessione guidata.
- Musicoterapia attiva, il paziente suona, canta, compone o improvvisa, utilizzando strumenti musicali o la voce.
- Musicoterapia integrata, combina momenti recettivi e attivi, personalizzando la terapia in base alle esigenze del soggetto.
Durante una sessione c’è un continuo scambio tra il paziente e il musicoterapeuta che può avvenire a parole o con i suoni. Per dare senso a un percorso di musicoterapia è fondamentale il monitoraggio dei progressi del paziente o dei suoi fallimenti da parte del terapeuta. In tal modo si possono progettare o riadeguare gli obiettivi per renderli misurabili e raggiungibili a breve termine. In caso di problematiche complesse spesso si preferisce fare un incontro uno a uno. Invece per lenire stress, ansia e depressione si possono organizzare delle sedute in piccoli gruppi.
Quali sono le applicazioni della musicoterapia?
Gli ambiti dove la musicoterapia può fare la differenza sono molti, questa disciplina, infatti, aiuta a ottenere un miglioramento in varie patologie. Qui di seguito approfondiremo i vantaggi che gli incontri con un terapeuta specializzato in musicoterapia possono portare in differenti condizioni patologiche.
Musicoterapia e salute mentale
Uno degli ambiti in cui la musicoterapia trova maggiore applicazione è quello della salute mentale. In contesti di depressione, ansia, stress cronico o traumi emotivi, l’uso della musica facilita l’elaborazione delle emozioni e può ridurre significativamente la sintomatologia.
Studi clinici hanno mostrato che la musica può agire sulle stesse aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’umore, favorendo il rilascio di dopamina e serotonina, noti come ormoni della felicità. Inoltre, è importante sottolineare che l’uso di suoni prodotti con la voce o con strumenti musicali può aprire canali comunicativi che spesso non sono praticabili con le parole, soprattutto nei soggetti che stanno vivendo un trauma o un disagio psichico.
Musicoterapia in ambito neurologico
La musicoterapia neurologica è una branca della disciplina che si concentra sulla riabilitazione di pazienti con patologie neurologiche come ictus, Parkinson, Alzheimer, lesioni cerebrali traumatiche e sclerosi multipla.
In questi casi, la musica viene utilizzata per: migliorare la coordinazione motoria, recuperare il linguaggio, stimolare la memoria e la cognizione, ridurre l’agitazione, ecc. I ritmi con cadenza costante, infatti, aiutano il cervello a riorganizzare le connessioni neurali, rendendo questo tipo di riabilitazione un supporto prezioso per la neuroplasticità.
Musicoterapia e salute mentale
La musicoterapia può essere utilizzata anche per il trattamento dei disturbi del sonno, contribuendo significativamente al miglioramento della qualità e della quantità del riposo. In particolare, questa terapia sembra influenzare positivamente l’attività del sistema nervoso autonomo, promuovendo uno stato di rilassamento, prerequisito fondamentale per l’addormentamento e il mantenimento del sonno profondo. La musica agisce su diverse aree del cervello coinvolte nella regolazione del sonno e dell’umore, tra cui il sistema limbico, l’ipotalamo e la corteccia prefrontale. La stimolazione musicale, inoltre, può ridurre l’iperattività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, spesso associata a insonnia cronica e stati ansiosi.
La musicoterapia nelle differenti fasi della vita
La musicoterapia è indicata per persone di tutte le età:
- Nei neonati e nei bambini il suono consente di stabilizzare i ritmi fisiologici. Può essere utilizzato nei disturbi dello sviluppo, come l’autismo e favorisce la comunicazione e l’interazione sociale.
- Nell’adolescenza, un’età segnata da forti vulnerabilità emotive e incertezze identitarie la musica consente di esprimere emozioni complesse che non si riescono ad esternare con le parole. Da tale punto di vista si può sfruttare la psicoterapia musicale che aiuta a prevenire il disagio psichico e i comportamenti a rischio.
- Negli adulti la musicoterapia è utilizzata per gestire lo stress e l’ansia dovute ad alterazioni famigliari, pressioni lavorative e crisi personali. Si impiega spesso come supporto all’intervento psicologico o ad altre terapie per la salute mentale.
- Negli anziani l’uso attivo o passivo della musica consente di migliorare l’umore, ridurre la solitudine e ha dimostrato di avere un impatto positivo nella demenza. Infatti, consente di recuperare i ricordi e mantenere attive le funzioni cognitive residue.
La musicoterapia è una disciplina con basi scientifiche consolidate che può, parallelamente a cure farmacologiche, migliorare differenti problematiche. Questa terapia, infatti, è uno strumento efficace, versatile e accessibile per favorire il benessere in moltissimi contesti: supporta la salute mentale, facilita l’espressione emotiva, aiuta a regolare le emozioni, migliora la qualità del sonno, ecc. La musica può davvero diventare un ponte tra mente e corpo e aiutare a guarire quelle condizioni per cui non è stato efficace un intervento terapeutico classico.
Fonti e riferimenti
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