Mio marito russa: cosa devo fare?
Come osservare il russamento, riconoscere i segnali che meritano attenzione e accompagnare il partner verso una valutazione corretta.
dott.ssa Ginevra del Giudice, Pneumologa Esperta in Disturbi del Sonno

Sentire il proprio marito russare ogni notte può diventare un problema per entrambi. Il rumore disturba il sonno di chi gli dorme accanto, può generare stanchezza e tensioni nella coppia e, soprattutto, solleva una domanda comprensibile: si tratta soltanto di russamento oppure potrebbe esserci un disturbo respiratorio del sonno?
Non tutti coloro che russano hanno le apnee notturne. Allo stesso tempo, il russamento abituale non dovrebbe essere semplicemente ignorato, soprattutto quando si accompagna a pause respiratorie, risvegli con sensazione di soffocamento, sonno poco ristoratore o sonnolenza durante il giorno.
Il partner svolge spesso un ruolo determinante. Chi russa, infatti, può non rendersene conto e può non sapere che durante la notte il respiro diventa irregolare o si interrompe per alcuni secondi.
1. Perché mio marito russa?
2. Russare significa avere le apnee notturne?
3. Quali segnali devo osservare mentre dorme?
4. Quali sintomi può avere durante il giorno?
5. Cosa posso fare concretamente?
6. Quali accorgimenti possono essere utili nell’attesa?
7. Quando è consigliabile rivolgersi a un medico?
8. Come si accerta se ci sono apnee notturne?
9. Se vengono diagnosticate le apnee, cosa succede?
10. Anche il sonno della moglie deve essere considerato
11. Il ruolo di Sonnocare
12. Domande frequenti
13. Conclusioni
Perché mio marito russa?
Il russamento è il suono prodotto dalla vibrazione dei tessuti delle vie aeree superiori durante il passaggio dell’aria. Durante il sonno, la muscolatura della gola si rilassa e lo spazio attraverso cui passa l’aria può restringersi. Il flusso diventa più turbolento e mette in vibrazione strutture come il palato molle, l’ugola e le pareti della faringe.
Il russamento può essere favorito da diversi fattori:
-
- posizione supina, cioè dormire sulla schiena;
- aumento di peso;
- consumo di alcol nelle ore serali;
- assunzione di alcuni farmaci sedativi;
- congestione o ostruzione nasale;
- caratteristiche anatomiche di naso, bocca, mandibola e gola;
- aumento dell’età;
- riduzione del tono muscolare durante il sonno.
Negli uomini il russamento è particolarmente frequente, anche per differenze anatomiche, ormonali e nella distribuzione del tessuto adiposo. Conoscere perché gli uomini russano più delle donne aiuta a comprendere i fattori predisponenti, ma non permette di stabilire se siano presenti apnee notturne.
Le possibili cause spiegate nell’articolo su perché si russa mostrano perché il solo rumore non è sufficiente per identificare l’origine del problema. Occorre considerare anche frequenza, andamento del respiro, sintomi e condizioni cliniche della persona.
Russare significa avere le apnee notturne?
No. Russamento e apnea ostruttiva del sonno non sono la stessa cosa. Nel russamento semplice, il passaggio dell’aria diventa rumoroso, ma non si verificano necessariamente episodi respiratori patologici. Nell’apnea ostruttiva del sonno, invece, le vie aeree si restringono o si chiudono ripetutamente, determinando riduzioni o interruzioni del flusso respiratorio.
Questi eventi possono provocare:
-
- diminuzioni dell’ossigenazione;
- aumento dello sforzo respiratorio;
- ripetuti micro-risvegli;
- frammentazione del sonno;
- variazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
Il russamento può quindi essere un sintomo delle apnee notturne, ma da solo non permette né di confermare né di escludere il disturbo. Anche l’intensità del rumore non consente di stabilirne la gravità: una persona può russare molto senza avere un’OSA significativa, mentre un’altra può presentare apnee importanti pur senza un russamento particolarmente rumoroso.
La relazione tra russamento e apnee notturne deve essere valutata considerando insieme ciò che accade durante la notte, i sintomi diurni e la storia clinica del paziente.
Quali segnali devo osservare mentre dorme?
Il partner può fornire informazioni che la persona interessata non è in grado di percepire. Non è necessario trascorrere la notte a controllare il respiro: è sufficiente osservare, senza creare allarmismi, alcuni elementi ricorrenti.
Russamento abituale e irregolare
È utile comprendere se il russamento:
-
- si presenta quasi tutte le notti;
- dura per gran parte della notte;
- è udibile anche fuori dalla camera;
- peggiora quando il partner dorme sulla schiena;
- è diventato più frequente o intenso nel tempo;
- alterna fasi rumorose a improvvisi momenti di silenzio.
La frequenza e l’andamento del russamento sono generalmente più informativi di una singola notte particolarmente rumorosa.
Pause del respiro
Uno dei segnali più significativi è la presenza di pause respiratorie osservate, spesso seguite da un forte russamento, da uno sbuffo o da una ripresa affannosa del respiro.
Le pause possono ripetersi numerose volte senza determinare un vero risveglio cosciente. Al mattino, quindi, suo marito potrebbe non ricordare nulla ed essere convinto di avere dormito normalmente.
Risvegli con affanno o sensazione di soffocamento
Anche risvegli improvvisi accompagnati da respiro affannoso, sensazione di mancanza d’aria o bisogno di sedersi possono richiedere un approfondimento. Questi episodi non dipendono necessariamente da un’apnea ostruttiva e devono essere valutati nel loro contesto clinico.
Sonno agitato
Movimenti frequenti, continui cambiamenti di posizione, sudorazione notturna e risvegli ripetuti possono accompagnare una respirazione difficoltosa. Sono segnali poco specifici, ma acquistano maggiore importanza se presenti insieme a russamento e pause respiratorie.
Quali sintomi può avere durante il giorno?
Le apnee notturne non producono sempre una sonnolenza evidente. Alcune persone riferiscono soprattutto stanchezza, riduzione dell’energia o difficoltà di concentrazione.
È opportuno prestare attenzione a:
-
- sonno non ristoratore;
- difficoltà a svegliarsi;
- stanchezza persistente;
- sonnolenza davanti alla televisione, durante la lettura o dopo pranzo;
- colpi di sonno alla guida o sul lavoro;
- irritabilità o cambiamenti dell’umore;
- difficoltà di memoria e concentrazione;
- mal di testa al risveglio;
- secchezza della bocca o fastidio alla gola;
- necessità di urinare più volte durante la notte;
- riduzione della libido.
L’assenza di questi sintomi non esclude automaticamente le apnee. Le fonti cliniche descrivono persone con OSA anche significativa che si sentono riposate e non riferiscono sonnolenza diurna. Per questo motivo, le osservazioni del partner devono essere considerate insieme alla storia clinica e agli eventuali fattori di rischio.
Cosa posso fare concretamente?
Il primo passo non consiste nel comprare un dispositivo antirussamento, ma nel raccogliere informazioni utili e affrontare il problema in modo corretto. Inizialmente è importante osservare per alcuni giorni senza trasformare la notte in un controllo continuo.
Parlare del problema nel momento giusto
Dire semplicemente «russi troppo» può essere percepito come un rimprovero. È preferibile descrivere ciò che si è osservato: «Ho notato che durante la notte russi spesso e, in alcuni momenti, sembra che il respiro si interrompa. Vorrei capire se è opportuno parlarne con un medico».
Questo approccio sposta l’attenzione dal fastidio acustico alla salute e rende più semplice accettare una valutazione.
Evitare soluzioni scelte senza aver compreso la causa
Spray, cerotti, dilatatori nasali, fasce mandibolari e dispositivi acquistati online non sono intercambiabili e non rispondono a tutte le possibili cause del russamento.
Alcuni supporti possono avere un’utilità in situazioni selezionate, ma non devono ritardare la valutazione di una possibile apnea del sonno. Anche i dispositivi di avanzamento mandibolare devono essere indicati e adattati nell’ambito di un percorso clinico e odontoiatrico appropriato.
Una soluzione che riduce il rumore non dimostra necessariamente che la respirazione durante il sonno sia diventata normale.
Quali accorgimenti possono essere utili nell’attesa?
In assenza di controindicazioni personali, alcuni comportamenti possono contribuire a ridurre il russamento:
-
- evitare alcolici nelle ore che precedono il sonno;
- non assumere farmaci sedativi di propria iniziativa;
- cercare di dormire sul fianco se il russamento compare soprattutto sulla schiena;
- mantenere orari di sonno sufficienti e regolari;
- affrontare con il medico un eventuale aumento di peso;
- valutare una congestione nasale persistente;
- evitare il fumo.
Queste indicazioni possono migliorare il russamento in alcune persone, ma non costituiscono una terapia universale. Se sono presenti apnee, importanti cali di ossigenazione o altri disturbi respiratori, gli accorgimenti comportamentali potrebbero non essere sufficienti.
Quando è consigliabile rivolgersi a un medico?
Una valutazione è particolarmente indicata quando il russamento è abituale e si associa a uno o più dei seguenti elementi:
-
- pause respiratorie osservate;
- riprese del respiro con sbuffi, rantoli o sensazione di soffocamento;
- sonnolenza o stanchezza durante il giorno;
- colpi di sonno alla guida;
- risvegli frequenti e sonno non ristoratore;
- mal di testa mattutino;
- difficoltà di concentrazione;
- ipertensione arteriosa, soprattutto se difficile da controllare;
- fibrillazione atriale o altre patologie cardiovascolari;
- pregresso ictus;
- diabete di tipo 2;
- obesità o aumento significativo del peso.
La valutazione non serve a dare automaticamente una diagnosi di apnea, ma a stabilire se esistono elementi sufficienti per richiedere un esame e quale tipo di accertamento sia più appropriato.
Se la persona non riprende prontamente a respirare, presenta labbra o volto di colore bluastro, dolore toracico, grave difficoltà respiratoria oppure non risponde normalmente quando viene chiamata, occorre contattare le strutture sanitare che gestiscono l’emergenza.
Come si accerta se ci sono apnee notturne?
La diagnosi non può essere formulata sulla base del russamento, di un’applicazione per smartphone o della registrazione effettuata dal partner. Richiede una valutazione medica e, quando indicato, un esame strumentale del sonno.
Gli accertamenti utilizzati possono comprendere:
-
- monitoraggio cardiorespiratorio notturno, che registra parametri come flusso respiratorio, movimenti toracici e addominali, saturazione dell’ossigeno, frequenza cardiaca, russamento e posizione;
- polisonnografia completa, che aggiunge lo studio dell’attività cerebrale, dei movimenti oculari e del tono muscolare, consentendo di riconoscere le fasi del sonno e valutare quadri clinici più complessi.
La scelta dell’esame dipende dal quesito clinico, dai sintomi e dalle eventuali patologie associate. La polisonnografia può essere eseguita anche a domicilio, permettendo di registrare il sonno nell’ambiente abituale della persona.
La sola pulsossimetria notturna può offrire informazioni sull’andamento dell’ossigenazione, ma non è sempre sufficiente per confermare o escludere un’OSA.
Se vengono diagnosticate le apnee, cosa succede?
La terapia dipende dalla diagnosi, dalla gravità degli eventi respiratori, dai sintomi, dalle caratteristiche anatomiche e dalle condizioni generali del paziente.
Il percorso può comprendere:
-
- interventi sullo stile di vita e sul peso corporeo;
- terapia posizionale nei casi selezionati;
- trattamento di un’ostruzione nasale o di altre alterazioni anatomiche;
- dispositivi di avanzamento mandibolare;
- terapia ventilatoria con CPAP;
- valutazione otorinolaringoiatrica o odontoiatrica;
- follow-up specialistico.
Non tutte le persone che russano devono utilizzare la CPAP. Allo stesso modo, se viene diagnosticata un’apnea ostruttiva, la scelta terapeutica non dovrebbe dipendere soltanto dal desiderio di eliminare il rumore: l’obiettivo è correggere il disturbo respiratorio e proteggere la qualità del sonno e la salute della persona.
Anche il sonno della moglie deve essere considerato
Il russamento può compromettere il riposo di entrambi i partner. Chi dorme accanto a una persona che russa può sviluppare risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità e stanchezza durante il giorno.
Dormire temporaneamente in stanze separate può ridurre il disagio, ma non chiarisce la causa del russamento. Inoltre, allontanandosi, il partner potrebbe non osservare più eventuali pause respiratorie.
È quindi opportuno considerare due problemi distinti:
-
- la qualità del sonno della persona che russa;
- la qualità del sonno di chi le dorme accanto.
Entrambi meritano attenzione, senza colpevolizzazioni e senza trasformare il russamento in un conflitto di coppia.
Il ruolo di Sonnocare
Sonnocare è un Centro di Medicina del Sonno che sviluppa percorsi diagnostici e terapeutici specialistici attraverso coordinamento clinico, integrazione multidisciplinare, diagnostica appropriata e continuità assistenziale.
Quando il russamento è abituale o si accompagna a pause del respiro, stanchezza, sonnolenza o patologie associate, il Centro può supportare il paziente nella scelta dell’accertamento più appropriato. Gli esami vengono eseguiti a domicilio, con montaggio e ritiro della strumentazione e successiva refertazione medica.
L’obiettivo non è trattare genericamente il rumore, ma comprendere se il russamento sia isolato oppure faccia parte di un disturbo respiratorio del sonno e, in caso di diagnosi, orientare la persona verso il percorso terapeutico adeguato.
Rivolgersi a un centro specializzato per i disturbi del sonno consente di integrare osservazioni del partner, storia clinica, visita ed eventuale diagnostica strumentale.
Domande frequenti
Mio marito russa tutte le notti: deve fare una polisonnografia?
Non necessariamente in modo automatico. Il russamento abituale merita una valutazione, soprattutto se sono presenti pause respiratorie, risvegli con affanno, sonnolenza, stanchezza o patologie cardiovascolari e metaboliche. Sarà il medico a stabilire se è indicato un esame del sonno.
Se non è assonnato durante il giorno posso escludere le apnee?
No. Alcune persone con apnea ostruttiva non riferiscono sonnolenza evidente. Possono presentare stanchezza, difficoltà di concentrazione oppure nessun sintomo diurno riconosciuto.
Come faccio a capire se smette davvero di respirare?
Durante un’apnea il russamento può interrompersi e il torace o l’addome possono continuare a muoversi nel tentativo di respirare. La pausa è spesso seguita da uno sbuffo o da una ripresa rumorosa. L’osservazione è utile per descrivere il fenomeno, ma la diagnosi richiede un esame strumentale.
Posso registrarlo mentre dorme?
Una breve registrazione, effettuata con il suo consenso, può essere mostrata al medico. Può documentare il rumore o l’irregolarità del respiro, ma non misura in modo affidabile apnee, ipopnee, ossigenazione e qualità del sonno.
Dormire sul fianco può risolvere il problema?
Può ridurre il russamento e gli eventi respiratori nelle persone in cui il problema è prevalentemente posizionale. Non è però efficace in tutti i casi e non sostituisce una valutazione quando si sospettano apnee.
Un saturimetro da dito è sufficiente?
No. Può rilevare alcune variazioni dell’ossigenazione, ma non misura tutti i parametri necessari e può non riconoscere alcuni disturbi respiratori. Un risultato apparentemente normale non esclude sempre le apnee notturne.
Devo svegliarlo quando smette di respirare?
Le apnee tipiche terminano generalmente con una ripresa spontanea del respiro. Non è necessario trascorrere la notte svegliandolo ripetutamente. È invece importante riferire gli episodi al medico. Se non riprende prontamente a respirare, appare cianotico o non risponde normalmente, bisogna chiamare il 112.
I dispositivi antirussamento acquistati online sono utili?
Dipende dalla causa del russamento. Utilizzarli senza una valutazione può essere inefficace e può ritardare la diagnosi di un’eventuale apnea. I dispositivi medici e odontoiatrici devono essere scelti in base alle caratteristiche del paziente.
Conclusioni
Se suo marito russa, non è necessario allarmarsi dopo una singola notte. È però utile non ignorare un russamento abituale, soprattutto quando il respiro diventa irregolare o si interrompe.
Il contributo del partner è prezioso: osservare le pause respiratorie, le modalità con cui riprende il respiro e gli eventuali sintomi diurni può aiutare il medico a impostare correttamente la valutazione.
Il russamento non coincide automaticamente con le apnee notturne, ma la distinzione non può essere fatta soltanto ascoltando il rumore. Quando esiste un sospetto clinico, l’esame del sonno permette di comprendere cosa accade realmente durante la notte.
Fonti e riferimenti
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Centers for Disease Control and Prevention. [About Sleep].
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