Insonnia: quando preoccuparsi e ricorrere ad un medico

Non sempre la carenza di sonno è indice di un disturbo grave. Scopriamo come riconoscere un problema di insonnia e quando preoccuparsi e rivolgersi a uno specialista.

 insonnia quando preoccuparsi

Il 50% per cento della popolazione mondiale ha sperimentato almeno una volta l’insonnia, il disturbo del sonno caratterizzato da una qualità del sonno scadente. Non sempre, però, la difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati per un periodo di tempo sufficiente può essere catalogato come insonnia o in particolare collegabile ad un disturbo del sonno.

Cerchiamo pertanto di chiarire quando si può parlare di insonnia, quando preoccuparsi e quando ricorrere a un medico.

 

 

1. Cos’è l’insonnia: sintomi e cause
2. Come capire se si soffre di insonnia e quando preoccuparsi
3. Insonnia: quando ricorrere al medico
4. Cosa NON fare se si soffre di insonnia 

 

Cos’è l’insonnia: sintomi e cause

L’insonnia è un disturbo del sonno che si presenta con sintomi quali difficoltà di addormentarsi, risvegli notturni frequenti con difficoltà a prendere di nuovo sonno, risvegli molto precoci al mattino. Il risultato finale è in generale una cattiva qualità del sonno, che non diventa più ristoratore.

Le persone che soffrono di insonnia, infatti, durante il giorno subiscono gli effetti del mancato riposo notturno: stanchezza, sonnolenza diurna, problemi di concentrazione e di memoria, nervosismo e irritabilità. Tutto ciò influisce negativamente sia sulla vita privata che su quella lavorativa. Non è raro che le persone insonni soffrano spesso anche di problemi di ansia e depressione.

L’insonnia si definisce primaria quando non è legata ad altri disturbi o patologie e secondaria se è dovuta invece a malattie, condizioni o abitudini sbagliate.

Le cause che favoriscono l’insonnia sono diverse e non sempre note, perché possono riguardare lo stile di vita, fattori genetici o anche elementi esterni. Lo stress è uno dei principali motivi per cui non si riesce a dormire, ma la difficoltà a prendere sonno spesso è dovuta anche all’assunzione di particolari farmaci o all’abuso di alcol o di bevande contenenti caffeina. Dormire in un ambiente rumoroso o utilizzare dispositivi elettronici come smartphone, tablet e computer fino a tardi è un altro dei motivi per cui le persone rischiano di sviluppare insonnia.

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Come capire se si soffre di insonnia e quando preoccuparsi

A tutti può capitare di avere una qualità del sonno scadente in alcuni periodi, soprattutto in concomitanza di episodi particolarmente traumatici o con l’uso di determinati farmaci. Questo non vuol dire però che si debba parlare già di insonnia, poiché potrebbero essere fenomeni sporadici e temporanei. Pertanto è molto importante riuscire a comprendere se si soffre di insonnia prima di rivolgersi a uno specialista.

Si può cominciare a parlare di insonnia se i disturbi del sonno colpiscono almeno tre giorni a settimana e si protraggono per oltre un mese. Inoltre, se la mancanza di sonno interferisce in maniera consistente con la vita di tutti i giorni è molto probabile che si possa trattare di insonnia.

Un altro segnale che può indicare un disturbo del sonno di tipo patologico è il risveglio continuo durante la notte causato dalla mancanza di fiato. A volte è la paura di avere delle apnee notturne e di non riuscire più a respirare che impedisce di riprendere sonno facilmente, causando ancora più ansia e preoccupazione.

Ognuno di noi dovrebbe dormire almeno l’85% del tempo trascorso a letto, vale a dire che solo il 15% dovrebbe essere dedicato a rigirarsi nel letto e prendere sonno. La fase di addormentamento non deve durare più di mezz’ora dal momento in cui ci si mette sotto le coperte.
I risvegli notturni sono comuni, anche in chi non soffre di insonnia ma per cominciare a considerarlo un problema, non devono essere tanti e non devono durare più di 20 minuti.

La diagnosi non va mai fatta autonomamente né bisogna ricorrere a terapie fai da te. Ogni individuo ha una fisiologia diversa e reagisce in un modo a sé, per cui se un consiglio o una cura può essere valida per una persona, non è detto che lo sia anche per un’altra.

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Insonnia: quando ricorrere al medico

Rivolgersi sempre a un medico professionista specializzato in disturbi del sonno che, con una diagnosi ben precisa, saprà consigliare la terapia più adeguata. Bisogna sempre ricordare che l’insonnia è un disturbo che a lungo andare può essere invalidante e va quindi affrontato con serietà e professionalità.

È bene quindi preoccuparsi quando si pensa di soffrire di insonnia, in particolar modo quando alla mancanza di sonno si associano anche altri disturbi. La stessa sindrome da gambe senza riposo, vale a dire quella necessità irrefrenabile di muovere le gambe durante il sonno, è una delle patologie afferenti la sfera del sonno più fastidiose e spesso associate all’insonnia. Anche un forte bruciore allo stomaco o dolori sparsi in tutto il corpo che impediscono di dormire sono dei campanelli d’allarme che indicano la necessità di una visita approfondita da uno specialista.

Se insieme all’insonnia vengono riscontrati anche sintomi come mancanza di appetito, apatia e pensieri autolesionisti, potrebbe esserci un problema psicologico più serio, che necessita di essere affrontato da un professionista.

Il medico, attraverso la polisonnografia, un esame diagnostico che consiste nella registrazione notturna di tutte le fasi del sonno, riesce a individuare con precisione lo stadio della patologia per poter formulare una terapia individuale adeguata.

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Cosa NON fare se si soffre di insonnia

La maggior parte dei problemi legati all’insonnia dipendono dallo stile di vita e dalle abitudini. Prima di dover ricorrere a terapie farmacologiche, è sempre bene analizzare quali sono quei comportamenti che possono contribuire a peggiorare la qualità del sonno. 

La sedentarietà è una delle cause dell’insonnia, per cui è preferibile avere una vita più attiva e dinamica, anche solo facendo qualche passeggiata o un giro in bicicletta. Non fare attività fisica poco prima di andare a dormire, altrimenti si ottiene l’effetto contrario. Il fumo è sicuramente un altro dei fattori che accentua il problema. Da alcune ricerche è emerso che la dipendenza da tabacco influisce negativamente sulla qualità del riposo. Evitare anche bevande eccitanti, alcol e cibi troppo pesanti la sera può sicuramente aiutare a prendere sonno più rapidamente e a non svegliarsi continuamente durante la notte.

Per qualsiasi dubbio o perplessità, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al medico curante o ad un medico specializzato in disturbi del sonno.

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