L’insonnia e la difficoltà nel dormire: quali sono le cause, i sintomi e le terapie

L’insonnia è uno dei principali disturbi del sonno che colpisce circa un terzo della popolazione mondiale. É una patologia che se sottovalutata può comportare problematiche di salute importanti. Conoscere le caratteristiche dell’insonnia permette di comprendere cosa fare quando ci sono problemi ad addormentarsi o a rimanere addormentati. 

 insonnia e problemi di insonnia

 

L’insonnia è uno dei principali disturbi del sonno ed è caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati. Non riuscire a dormire o non riposare adeguatamente comporta stress e un progressivo peggioramento della qualità della vita. Spesso infatti all’insonnia è associata a stanchezza diurna, irritabilità, difficoltà di concentrazione e apprendimento e perdita della memoria. Solitamente l’insonnia è associata ad altri disturbi, sia medici che psichici e, benché le ore di sonno necessarie varino da individuo a individuo, non dormire correttamente può causare l’insorgere di problemi anche molto seri.

Si stima che circa il 30-35% della popolazione adulta mondiale soffra di questa patologia, con conseguenze nella vita di tutti i giorni. Individuare la patologia non è sempre facile, poiché può capitare a tutti di avere episodi di disturbi del sonno. Se la frequenza di episodi supera la durata di tre mesi, si può parlare di insonnia vera e propria. 

Se la patologia non viene diagnosticata, l’insonnia non può essere adeguatamente trattata, con conseguenze quindi sulla salute e sul benessere generale. Ecco perché è importante conoscerne le cause e i sintomi per poter intervenire con la terapia più idonea.

 

 

1. L’insonnia: che cos’è
2. Come distinguere i sintomi dell’insonnia
3. Quali sono le cause dell’insonnia
4. Insonnia: terapia e cura
  4.1 Cura dell’insonnia: terapia farmacologica
  4.2 Cura dell’insonnia: terapia comportamentale
  4.3 Cura dell’insonnia: la CBT-I
5. Quali sono i comportamenti che favoriscono il sonno

 

L’insonnia: che cos’è

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi o da frequenti risvegli durante la notte, indice di una scarsa qualità del sonno. Si manifesta solitamente nella tarda adolescenza o nei primi anni dell’età adulta e, se non curata, può protrarsi per tutta la vita, con conseguenze anche spiacevoli.

La mancanza di sonno rappresenta infatti un problema che non ha a che fare solo con la qualità del sonno ma anche con la quotidianità, che risulta compromessa da un riposo insufficiente o inadeguato.

Ogni persona ha bisogno di un numero specifico di ore per sentirsi riposata, per cui, anche se spesso si pensa di aver dormito a sufficienza, si può comunque essere spossati e avere la sensazione di non aver riposato. È uno dei casi in cui possiamo parlare sicuramente di insonnia.

L’insonnia può essere primaria, quando è slegata da altre patologie; secondaria, se è la conseguenza di altri disturbi o malattie; acuta, se dura meno di un mese, o cronica, quando si protrae per almeno tre mesi.

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Come distinguere i sintomi dell’insonnia

Per avere una diagnosi precisa, è importante saper valutare attentamente i sintomi dell’insonnia, in modo da poter trattare il problema con le cure adeguate. A seconda dell’età, della presenza o meno di patologie concomitanti, dell’uso di farmaci o altre sostanze, l’insonnia si manifesta in maniera differente e, quindi, va curata con una terapia specifica.

Tra i sintomi più comuni dell’insonnia vi è la difficoltà ad addormentarsi, tipico soprattutto nei soggetti più giovani, mentre le persone più adulte lamentano continui risvegli durante la notte o risvegli precoci al mattino, con impossibilità di riprendere sonno.

Dormire male comporta l’insorgere di fastidi anche durante il giorno, alcuni invalidanti, tra cui senso di stanchezza cronica, poca concentrazione e irritabilità. A questi, spesso si associano anche disturbi come ipertensione, disfunzioni cardiache, disturbi gastrointestinali, apnee ostruttive, ansia, depressione o la sindrome delle gambe senza riposo. In poche parole: l’insonnia provoca un drastico calo della qualità della propria vita.

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Quali sono le cause dell’insonnia

Essendo un disturbo molto comune, l’insonnia si manifesta spesso in circostanze molto diverse tra loro, per cui le cause non sono sempre note. Sicuramente, si riscontrano fattori scatenanti che interessano sia l’ambito emotivo-comportamentale che quello genetico, oltre alla presenza di determinate patologie.

      • Stress: per i tipi di insonnia cosiddetti temporanei, spesso è lo stress la causa che determina un peggioramento della qualità del sonno. Un evento particolarmente forte dal punto di vista emotivo può stravolgere il ritmo circadiano e sballare l’alternanza sonno/veglia.
      • Genetica: da alcuni studi è emerso che la maggior parte dei soggetti che soffrono di insonnia ha in famiglia altri casi di persone con lo stesso disturbo. Va da sé che il fattore genetico gioca comunque un ruolo importante nella predisposizione all’insonnia.
      • Comportamento e stile di vita: alcune abitudini favoriscono l’insorgere dell’insonnia. Tra questi troviamo l’assunzione di cibi contenenti sostanze eccitanti (caffè, tè, cacao, bevande alcoliche), la visione di film thriller/horror, fare esercizio fisico intenso prima di mettersi a letto, usare smartphone, tablet o pc a letto o fare dei riposini durante il giorno.
      • Carattere: un carattere particolarmente ansioso o che tende a preoccuparsi anche per questioni banali ha più difficoltà ad abbandonare questi pensieri la sera e, di conseguenza, fatica molto ad addormentarsi.
      • Presenza di altre patologie: alcune malattie, soprattutto se provocano particolari disagi o dolore, possono portare all’insonnia. Tra queste, l’insufficienza cardiaca, l’ipertiroidismo, l’artrite reumatoide, alcuni tumori o malattie dell’apparato respiratorio come l’asma o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
      • Assunzione di farmaci o altre sostanze: alcuni farmaci possono interferire con il sonno, tra cui gli antidepressivi, i corticosteroidi, i farmaci per la pressione sanguigna o per le allergie. Lo stesso vale per l’assunzione di sostanze stupefacenti.

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Insonnia: terapia e cura

Diagnosticare correttamente le cause dell’insonnia è molto importante ai fini della cura. Se non si riescono ad individuare i fattori scatenanti, non si può intervenire con la terapia più adeguata.

Le terapie per la cura dell’insonnia sono sia di tipo farmacologico che psicologico-comportamentale. Alcuni tipi di insonnia possono prevedere entrambi gli approcci. Ecco perché solo dopo un’attenta valutazione da parte di uno specialista in grado di stabilire il trattamento idoneo al caso specifico.

 

Cura dell’insonnia: terapia farmacologica

La terapia farmacologica va somministrata esclusivamente da un medico, poiché per alcune patologie l’uso di un medicinale invece che un altro può provocare danni. I farmaci più usati per la cura dell’insonnia sono le benzodiazepine, con proprietà sedative e miorilassanti, però non possono essere assunte per un periodo troppo lungo, poiché causano dipendenza e possono avere effetti collaterali spiacevoli. Spesso viene prescritta anche la melatonina, efficace soprattutto nella fase di addormentamento, per cui è ideale per tutti quei pazienti che faticano a prendere sonno. Per il trattamento dell’insonnia risultano efficaci anche alcuni farmaci antidepressivi (tra questi, il trazodone, l’amitriptilina e la mirtazapina) o antipsicotici (l’olanzapina, la quetiapina e il risperidone).

 

Cura dell’insonnia: terapia comportamentale

Anche per quanto riguarda le terapie comportamentali, i metodi sono diversi e dipendono dalla tipologia di insonnia da trattare. Tra le diverse metodologie c’è quella che prevede di ridurre il tempo trascorso a letto, in modo che le ore passate a letto coincidano effettivamente con il sonno. Di solito si associano anche pratiche che inducono a controllare lo stimolo del sonno, come quella di mettersi a letto solo nel momento in cui si ha già sonno e alzarsi se non si riesce a dormire. Usare il letto solo per dormire e non per guardare la tv o leggere è un altro modo per riuscire a combattere l’insonnia, così come evitare di fare pisolini durante il giorno. Inoltre, provare ad avere orari regolari, alzandosi sempre alla stessa ora, può aiutare molto. 

Sempre all’interno delle terapie di tipo cognitivo-comportamentale, può essere utile acquisire alcune tecniche di rilassamento e meditazione, in modo da riuscire a controllare lo stimolo del sonno.

 

Cura dell’insonnia: la CBT-I

La più nota tra le terapie cognitivo-comportamentali usate per curare l’insonnia è la cosiddetta CBT-I, un trattamento di tipo psicoterapeutico che agisce sull’aspetto psicologico del paziente. Solitamente si cerca di ridurre tutti quei comportamenti e quegli atteggiamenti mentali che possono interferire con la fase di addormentamento e con la qualità del sonno.

Nel corso della terapia, lo psicologo o lo psicoterapeuta analizza il paziente per inquadrarlo clinicamente e comprendere quali sono i punti in cui intervenire.

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Quali sono i comportamenti che favoriscono il sonno

Oltre alle terapie specifiche, ci sono alcuni comportamenti che è possibile adottare per favorire il sonno. Qualcuno è stato già citato precedentemente ma può essere utile riassumere i principali suggerimenti per curare l’insonnia:

      • Utilizzare la camera da letto solo per dormire e non per leggere o guardare la tv.
      • Non dormire durante il giorno.
      • Prima di mettersi a letto evitare di praticare attività sportiva o altre attività impegnative.
      • Andare a dormire e alzarsi sempre alla stessa ora.
      • La sera evitare fumo, alcolici, caffeina, bevande stimolanti, cibi piccanti.

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Fonte e riferimenti
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/insomnia/diagnosis-treatment/drc-20355173
https://en.wikipedia.org/wiki/Insomnia
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3505711/

 

 

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