Bruxismo notturno e disturbi del sonno: sintomi, diagnosi e quando approfondire
Il digrignamento o serramento dei denti durante il sonno può presentarsi isolatamente oppure associarsi a micro-risvegli e ad altri disturbi. Vediamo quando è sufficiente la valutazione odontoiatrica e quando può essere utile un inquadramento in Medicina del Sonno.
dott.ssa Ginevra del Giudice, Pneumologa Esperta in Disturbi del Sonno 
Il bruxismo notturno, più correttamente definito bruxismo del sonno, consiste in un’attività dei muscoli masticatori che si manifesta durante il riposo. Può comprendere serramento, digrignamento o movimenti della mandibola e spesso viene riconosciuto soltanto attraverso segnali indiretti, come usura dentale, dolore al risveglio o rumori riferiti dal partner. Non rappresenta necessariamente una malattia autonoma: la sua rilevanza clinica dipende dalla frequenza degli episodi, dai sintomi, dalle conseguenze sull’apparato masticatorio e dall’eventuale presenza di altri disturbi del sonno.
Nella maggior parte dei casi il primo inquadramento è odontoiatrico. Quando, però, il digrignamento notturno si associa a russamento importante, pause respiratorie osservate, risvegli frequenti, sonno non ristoratore o sonnolenza diurna, può essere utile ampliare la valutazione anche nell’ambito della Medicina del Sonno.
1. Che cos’è il bruxismo del sonno
2. Bruxismo del sonno e bruxismo della veglia: le differenze
3. Come riconoscere il bruxismo notturno
4. Perché il bruxismo può comparire durante il sonno
5. Bruxismo, micro-risvegli e frammentazione del sonno
6. Bruxismo e apnea ostruttiva del sonno
7. Come viene effettuata la diagnosi
8. Quando può essere indicata la polisonnografia
9. Dentista e specialista del sonno: ruoli complementari
10. Come viene impostato il trattamento
11. Quando rivolgersi a Sonnocare
12. Domande frequenti sul bruxismo notturno
13. Conclusioni
Che cos’è il bruxismo del sonno
Il bruxismo del sonno è un’attività dei muscoli masticatori che si verifica mentre la persona dorme. Può presentarsi con movimenti ritmici della mandibola, episodi di digrignamento, serramento prolungato oppure con una combinazione di queste manifestazioni.
La definizione clinica moderna non considera automaticamente il bruxismo una patologia. In alcune persone può essere un comportamento occasionale privo di conseguenze rilevanti; in altre può rappresentare un fattore di rischio per usura dentale, dolore muscolare, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare o danneggiamento di restauri odontoiatrici.
Per questo motivo non è sufficiente stabilire che una persona digrigna i denti. È necessario comprendere con quale frequenza avvengono gli episodi, quali conseguenze producono e se sono presenti condizioni che possono favorirli o accompagnarli.
Per un inquadramento generale di definizione, cause, sintomi e trattamenti è possibile consultare la pagina bruxismo: cause, sintomi, terapie e prevenzione.
Bruxismo del sonno e bruxismo della veglia: le differenze
Il bruxismo del sonno e quello della veglia sono due manifestazioni distinte, che devono essere valutate separatamente.
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- Il bruxismo del sonno si manifesta durante il riposo e il paziente, di solito, non ne è consapevole. Può comprendere digrignamento, serramento e attività ritmica dei muscoli masticatori.
- Il bruxismo della veglia compare mentre la persona è sveglia e si manifesta più spesso come serramento dei denti, irrigidimento della mandibola o mantenimento dei muscoli masticatori in tensione.
Nella forma diurna possono avere particolare rilievo stress, concentrazione prolungata, tensione emotiva e abitudini inconsapevoli. Nel bruxismo del sonno entrano in gioco anche i meccanismi che regolano il passaggio tra le diverse fasi del riposo e i brevi fenomeni di attivazione cerebrale chiamati micro-risvegli.
Una forma non è necessariamente più grave dell’altra. La rilevanza clinica dipende dalla frequenza, dall’intensità, dai sintomi e dai danni eventualmente prodotti.
Come riconoscere il bruxismo notturno
Chi presenta bruxismo durante il sonno spesso non è consapevole degli episodi. Il problema può essere sospettato sulla base di segnalazioni del partner, sintomi mattutini o reperti rilevati durante una visita odontoiatrica.
I segnali più frequenti comprendono:
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- rumori di digrignamento percepiti dalla persona che dorme accanto;
- dolore, affaticamento o rigidità della mandibola al risveglio;
- indolenzimento dei muscoli masticatori, delle tempie, del collo o delle spalle;
- cefalea mattutina, soprattutto di tipo muscolo-tensivo;
- aumento della sensibilità dentale;
- usura, scheggiature o fratture dei denti e dei restauri odontoiatrici;
- fastidio durante l’apertura della bocca o la masticazione;
- sensazione di sonno poco ristoratore o stanchezza durante il giorno, quando siano presenti anche alterazioni del riposo.
Nessuno di questi elementi, considerato isolatamente, consente una diagnosi certa. L’usura dentale, per esempio, può essere il risultato di episodi avvenuti in passato e non dimostra necessariamente che il bruxismo sia ancora attivo.
Quando il sintomo prevalente è la cefalea al risveglio, può essere utile approfondire anche il tema del mal di testa mattutino.
Perché il bruxismo può comparire durante il sonno
Il bruxismo del sonno ha un’origine multifattoriale. Non è generalmente possibile ricondurlo a una sola causa e, nello stesso paziente, possono concorrere fattori differenti.
Tra gli elementi che possono essere valutati rientrano:
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- predisposizione individuale e possibile familiarità;
- meccanismi di attivazione del sistema nervoso durante il sonno;
- stress, ansia e condizioni di iperattivazione psicofisica;
- consumo elevato di caffeina, nicotina, alcol o sostanze stimolanti;
- assunzione di alcuni farmaci, da valutare con il medico senza interrompere autonomamente la terapia;
- alcune condizioni neurologiche o psichiatriche;
- eventuale associazione con altri fenomeni del sonno, inclusi russamento, disturbi respiratori, movimenti periodici degli arti o parasonnie.
Le alterazioni dell’occlusione dentale non sono considerate, da sole, una spiegazione sufficiente del bruxismo. La valutazione dell’occlusione rimane importante per comprendere le conseguenze sull’apparato masticatorio e programmare eventuali interventi odontoiatrici, ma non esaurisce l’inquadramento del problema.
Bruxismo, micro-risvegli e frammentazione del sonno
Molti episodi di attività ritmica dei muscoli masticatori si verificano in prossimità di brevi attivazioni del sistema nervoso autonomo e di micro-risvegli. Si tratta di passaggi molto brevi verso uno stato di maggiore attivazione, che spesso non vengono ricordati al mattino.
La presenza di questa relazione temporale non significa che ogni micro-risveglio provochi bruxismo né che il bruxismo determini sempre un sonno patologicamente frammentato. Aiuta, però, a comprendere perché in alcuni pazienti il fenomeno possa comparire insieme ad altre condizioni capaci di destabilizzare il sonno.
Quando il paziente riferisce numerosi risvegli, riposo non ristoratore, stanchezza o sonnolenza diurna, la valutazione non dovrebbe limitarsi ai denti e alla mandibola, ma considerare la qualità complessiva del sonno.
Per comprendere meglio il significato dei risvegli durante la notte è disponibile l’approfondimento sui risvegli notturni.
Bruxismo e apnea ostruttiva del sonno
Il rapporto tra bruxismo del sonno e apnea ostruttiva del sonno è oggetto di studio. In alcuni pazienti gli episodi di attività mandibolare possono comparire vicino a eventi respiratori o ai micro-risvegli che li seguono. Le evidenze disponibili, tuttavia, non consentono di affermare che l’apnea sia la causa del bruxismo in tutti i casi o che il digrignamento costituisca sempre un meccanismo protettivo delle vie aeree.
Il bruxismo, quindi, non permette da solo di diagnosticare un disturbo respiratorio del sonno. È più utile considerarlo come uno dei possibili elementi del quadro clinico quando coesistono:
-
- russamento abituale e intenso;
- pause respiratorie osservate durante il sonno;
- risvegli con sensazione di soffocamento;
- sonnolenza eccessiva o affaticamento durante il giorno;
- mal di testa al risveglio;
- ipertensione arteriosa, sovrappeso o altri fattori di rischio per apnea ostruttiva del sonno.
In presenza di questi segnali è possibile approfondire l’argomento nella pagina dedicata a russamento e apnee notturne e nella guida sulla sindrome delle apnee notturne.
Come viene effettuata la diagnosi
L’inquadramento del bruxismo parte dalla raccolta della storia clinica e dalla valutazione dei segni e dei sintomi. A seconda del quadro, possono essere coinvolti odontoiatra, medico esperto in Medicina del Sonno e altri professionisti.
La valutazione può comprendere:
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- descrizione dei sintomi e del momento in cui compaiono;
- segnalazioni del partner relative a rumori o movimenti durante il sonno;
- esame dei denti, dei restauri odontoiatrici e delle mucose orali;
- valutazione dei muscoli masticatori e dell’articolazione temporo-mandibolare;
- analisi delle abitudini di sonno, del consumo di sostanze stimolanti e dei farmaci assunti;
- ricerca di russamento, pause respiratorie, sonnolenza, parasonnie o altri possibili disturbi associati.
In base agli strumenti utilizzati, la valutazione può fornire diversi livelli di certezza. Il racconto del paziente e del partner consente di formulare un sospetto; l’esame clinico aggiunge elementi oggettivi; le registrazioni strumentali dell’attività muscolare durante il sonno possono documentare in modo più diretto il fenomeno.
Quando può essere indicata la polisonnografia
La polisonnografia non è necessaria per tutte le persone che serrano o digrignano i denti. Viene presa in considerazione nei casi selezionati, soprattutto quando il medico sospetta un disturbo del sonno associato, quando il quadro è complesso oppure quando occorre distinguere il bruxismo da altri movimenti o comportamenti notturni.
Può risultare utile in presenza di:
-
- russamento importante o pause respiratorie osservate;
- sonnolenza diurna, sonno non ristoratore o risvegli frequenti;
- movimenti anomali del volto o della mandibola che richiedano una diagnosi differenziale;
- sospetta associazione con parasonnie, epilessia notturna o altri disturbi del movimento;
- sintomi persistenti non chiariti dalla sola valutazione clinica.
È importante distinguere gli obiettivi dell’esame. Una poligrafia cardiorespiratoria domiciliare può studiare la respirazione e identificare eventuali apnee o ipopnee, ma non rappresenta automaticamente un esame completo del bruxismo. Per documentare con maggiore precisione l’attività dei muscoli masticatori sono necessari specifici canali elettromiografici e, nei contesti diagnostici più completi, la registrazione audio-video.
Per conoscere caratteristiche e finalità dei diversi esami è possibile consultare la pagina sulla polisonnografia, saturimetria e pulsossimetria e l’approfondimento sulla diagnosi dei disturbi del sonno .
Dentista e specialista del sonno: ruoli complementari
Il dentista ha un ruolo centrale nell’identificazione e nella gestione delle conseguenze orali del bruxismo. Valuta l’usura dentale, la presenza di fratture, la sensibilità, i restauri odontoiatrici e le condizioni dell’articolazione temporo-mandibolare. Quando indicato, può prescrivere e realizzare un dispositivo occlusale personalizzato.
Lo specialista del sonno interviene quando esistono elementi che suggeriscono un disturbo associato o quando il fenomeno deve essere collocato nel contesto della qualità complessiva del riposo. La sua valutazione non sostituisce quella odontoiatrica, ma la integra.
In alcuni casi possono essere coinvolti anche fisioterapista, neurologo, psicologo o altri professionisti. L’obiettivo non è moltiplicare gli esami, ma individuare quali aspetti siano realmente presenti nel singolo paziente e costruire un percorso proporzionato.
Come viene impostato il trattamento
Il trattamento dipende dalle conseguenze cliniche e dai fattori associati. Non esiste una terapia unica valida per tutti e non sempre è necessario intervenire direttamente sull’attività muscolare notturna.
Protezione dei denti e dell’apparato masticatorio
Il bite può essere utilizzato per proteggere le superfici dentali e ridurre il sovraccarico su denti, muscoli e articolazioni. Non elimina necessariamente il bruxismo e non deve essere presentato come una cura della sua causa. La scelta del dispositivo e il controllo nel tempo spettano al professionista odontoiatrico.
Gestione dei fattori favorenti
Quando stress e tensione emotiva contribuiscono al serramento, possono essere utili tecniche di rilassamento, interventi comportamentali o un supporto psicologico. Anche la riduzione di caffeina, nicotina e alcol, soprattutto nelle ore serali, può essere consigliata nel contesto di uno stile di vita più equilibrato.
Trattamento dei disturbi associati
Se viene identificata un’apnea ostruttiva del sonno, una parasonnia, un disturbo neurologico o un’altra condizione associata, il trattamento deve essere rivolto alla patologia diagnosticata. La cura del disturbo concomitante può modificare il quadro clinico, ma non garantisce automaticamente la scomparsa del bruxismo.
Farmaci e tossina botulinica
Le terapie farmacologiche non rappresentano il trattamento di prima scelta del bruxismo. In situazioni selezionate possono essere considerate dallo specialista dopo un’attenta valutazione di benefici, rischi e condizioni associate. Anche la tossina botulinica può ridurre l’attività dei muscoli masticatori in alcuni casi gravi, ma non è una soluzione standard né priva di possibili effetti indesiderati.
Le strategie pratiche quotidiane sono approfondite nell’articolo dedicato ai rimedi per il bruxismo.
Per favorire una maggiore regolarità del riposo può essere utile consultare anche la guida sull’igiene del sonno.
Quando rivolgersi a Sonnocare
Una valutazione in Medicina del Sonno può essere utile quando il bruxismo notturno non appare come un fenomeno isolato, ma si accompagna a sintomi che fanno sospettare un’alterazione del riposo.
È opportuno richiedere un approfondimento quando sono presenti:
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- russamento abituale, pause respiratorie o risvegli con affanno;
- sonnolenza diurna, stanchezza persistente o sonno non ristoratore;
- cefalea mattutina associata ad altri sintomi notturni;
- movimenti o comportamenti durante il sonno di natura non chiara;
- bruxismo persistente in un quadro clinico complesso o già seguito da più specialisti.
Sonnocare si occupa dell’inquadramento dei principali disturbi del sonno e può valutare, sulla base dei sintomi e della storia clinica, se sia necessario un esame del sonno e quale tipologia sia più appropriata. L’obiettivo non è attribuire automaticamente il bruxismo a un disturbo respiratorio, ma verificare se esistano segnali che meritano un approfondimento specifico.
Per comprendere quando è utile una valutazione dedicata è possibile consultare la pagina rivolgersi a un centro specializzato per i disturbi del sonno.
Domande frequenti sul bruxismo notturno
Il bruxismo notturno è sempre una malattia?
No. Può essere un’attività occasionale senza conseguenze rilevanti. Diventa clinicamente importante quando è frequente, produce dolore o danni, compromette l’apparato masticatorio oppure si associa ad altri disturbi.
Come posso sapere se digrigno i denti mentre dormo?
Gli indizi più comuni sono rumori riferiti dal partner, dolore mandibolare al risveglio, cefalea mattutina, sensibilità dentale e segni rilevati dal dentista. Questi elementi devono essere interpretati insieme e non costituiscono, da soli, una diagnosi definitiva.
Il bruxismo è causato dallo stress?
Stress e ansia possono favorire o aumentare l’attività muscolare, soprattutto nel bruxismo della veglia, ma il bruxismo del sonno è multifattoriale e non può essere spiegato sempre da una sola causa.
Il bruxismo significa che soffro di apnea notturna?
No. Le due condizioni possono coesistere, ma il bruxismo non è un indicatore sufficiente per diagnosticare l’apnea. La presenza di russamento, pause respiratorie, sonnolenza o altri fattori di rischio rende opportuno un approfondimento.
La polisonnografia serve sempre?
No. Non viene prescritta di routine a tutte le persone con bruxismo. Può essere indicata quando si sospetta un altro disturbo del sonno, il quadro è complesso o è necessario documentare in modo più preciso gli eventi notturni.
La poligrafia cardiorespiratoria diagnostica il bruxismo?
La poligrafia cardiorespiratoria studia soprattutto respirazione, saturazione e frequenza cardiaca. Può identificare un disturbo respiratorio associato, ma non equivale a una valutazione completa dell’attività dei muscoli masticatori.
Il bite elimina il bruxismo?
Il bite protegge i denti e può ridurre il sovraccarico dell’apparato masticatorio, ma non sempre riduce gli episodi e non interviene necessariamente sui fattori che li favoriscono.
A chi devo rivolgermi per primo?
In presenza di usura dentale, dolore mandibolare o problemi dell’articolazione temporo-mandibolare, il riferimento iniziale è generalmente il dentista. Se coesistono russamento, apnee osservate, sonnolenza o altri disturbi del sonno, è utile integrare la valutazione con uno specialista del sonno.
Conclusioni
Il bruxismo notturno non deve essere interpretato automaticamente come una malattia né come la prova di un disturbo respiratorio. È un’attività dei muscoli masticatori che può avere significati diversi da persona a persona. La valutazione diventa importante quando compaiono dolore, usura dentale, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare o segnali di un sonno alterato.
Un approccio corretto integra la competenza odontoiatrica con quella della Medicina del Sonno nei casi in cui siano presenti russamento, pause respiratorie, sonnolenza, risvegli frequenti o altri fenomeni notturni. La scelta degli esami e del trattamento deve essere personalizzata, evitando sia di sottovalutare il problema sia di sottoporre il paziente ad accertamenti non necessari.
Fonti e riferimenti
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Sonnocare è un centro che si occupa di Medicina del Sonno specializzato nella cura dei disturbi del sonno. Il centro svolge attività ed esami per la diagnosi e la definizione dell’iter terapeutico delle principali patologie del sonno. Se ha bisogno di prenotare un esame scrivici o chiama direttamente la nostra segreteria al numero +39 081 3779573.
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